Agostino Iacurci | Small wheel big wheel

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Agostino Iacurci | Small wheel big wheel

Durante il tragitto Roma Tiburtina-Roma Trastevere che facevo per andare in Croce Rossa a fare servizio ero solita guardare sempre lo stesso muro di via del Porto Fluviale. Che fossi dentro una macchina, un treno o con la cosiddetta motorella, quando arrivavo in zona ostiense il mio radar si attivava perché stavo per vedere il mio murales preferito. Colori piatti e brillanti, un personaggio che nuota e intorno, mani che affiorano dall’acqua. Non sapevo di chi fosse, ma Google come al solito ha dato una risposta alla mia domanda: Agostino Iacurci, il titolo del murales Fish’n’chips.
 
 
Quando vedo gli altri suoi lavori sul web mi si apre un mondo fatto di personaggi fantasiosi disegnati sui grandi muri di alcune delle città più importanti europee, insomma, una figata. Pure i titoli delle opere non sono da artista depresso che non sapendo come chiamare l’opera la intitola con un nome scontato, nel caso di Agostino è come se tutto nasce insieme, concetto, opera e titolo. E forse è sempre così che dovrebbe essere.
 
 
La sera dell’otto febbraio è stata l’occasione per vedere dal vivo i suoi lavori.
Nel quartiere Torpignattara, non uno dei più rinomati della città eterna, ma con un piccolo gioiello nascosto tra negozietti bangla e kebabbari: la galleria Wunderkammern. È lì che stata presentata “small wheel big wheel” la prima mostra personale di Agostino Iacurci, mostra che fa parte del progetto “Public and Confidential” che vede protagonisti cinque street artist di fama internazionale. Prima è stata la volta di Dan Witz e Rero, adesso, e fino al 22 Marzo è quella di Agostino.
 

Dentro la galleria i personaggi dello street artist erano i protagonisti, di tutti i colori e dimensioni, anche un cavallo a dondolo formato gigante. Fa strano vedere qualcosa che sei abituato a visualizzare solo sui grandi muri, anche su tela ma in questo modo tutto prende vita anche al di là di una superfice grigia di cemento.
Alla mostra però tutti parlavano di uno dei suoi ultimi muri dipinti, quello di via Aquilonia, a pochi passi dalla galleria. Zero infinito, Due uomini e due scale, la stessa in realtà, uno sale e l’altro scende, questo è il murales che segna il ritorno dello street artist foggiano nella terra natale dopo le esperienze a Norimberga e Taipei.
 

Il progetto Public and Confidential proseguirà, infatti, dopo la mostra di Agostino Iacurci, sarà la volta dello street artist newyorkese Aakash Nihalani e del parigino Jef Aérosol. Don’t miss It!
 
 
 
Writer /// Bianca Bursi
Illustrator /// Andrea Ristaino
Photographer /// Aurora Camaiani
 
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