Ania Tomicka | IRON-Y

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Ania Tomicka | IRON-Y

È in corso in questo periodo (sino al 4 giugno) la mostra personale di uno degli Artisti più interessanti del panorama pop surrealista (e assolutamente non solo) italico. Parliamo della giovane Ania Tomicka, che insieme a dei grandissimi dell'Arte come Mark Ryden, Shepard Fairey o Hajime Sorayama, figura ora tra le file degli Artisti ospitati dalla galleria capitolina Mondo Bizzarro.
In occasione di questa visita capitolina, abbiamo avuto modo e piacere di intervistare Ania, e scambiare con lei opinioni non solo sulla mostra ma anche in merito al complesso mondo dell'arte di oggi.
 
  • Attualmente la città di Roma sta felicemente ospitando una tua personale nella galleria Mondo Bizzarro, cosa ci dici di questa esperienza romana?  
    Esporre a Mondo Bizzarro è sempre stato uno dei miei obiettivi, un sogno maturato subito dopo aver scoperto la galleria e quali artisti ha esposto nel corso degli anni. Ripenso a me nel 2009, seduta davanti al pc, a fissare il sito e a pensare a quanto sarebbe bello essere tra quegli artisti; ora ci sono, ri-fisso il sito e vedo la locandina della mia mostra... un'emozione bella, strana, dolce e amara al tempo stesso, in quanto il mio percorso artistico di questi 3-4 anni è stato scandito da molte sensazioni contrastanti. IRON-Y è dunque la conclusione e la riflessione della parte iniziale della mia carriera artistica, l'essermi resa conto che non è tutto rosa, fiori, stelline ed arcobaleni come avevo immaginato e che il mio carattere non è adatto a questo tipo di ambiente. Non ancora, forse...o forse non lo sarà mai. Dunque emozione dolce e amara; la felicità di aver raggiunto una tappa importante e la delusione, l'amarezza, di essere dentro un ambiente (quello artistico in generale) che non mi appartiene. Nonostante questo, l'esperienza romana è stata meravigliosa nel suo insieme, mi ha dato la spinta giusta per continuare a credere che questo è il mio sogno e che farò di tutto per realizzarlo; gli aspetti negativi sono solo piccoli ostacoli che non fanno altro che aumentare il desiderio di migliorarmi sia come persona che come pittrice. Quindi non posso far altro che ringraziare Roma e le persone che hanno reso possibile questa esposizione.
  • Tra i lettori di Creazina.it ci sono molti ragazzi che si stanno formando ed aspirano, come hai fatto tu, a trovare il loro linguaggio espressivo nei molteplici ambiti dell'arte; qual'è stato il tuo percorso, e chi sono gli artisti o le cose che maggiormente ti han influenzato ed aiutato a sviluppare il tuo stile ?
    Ho sempre disegnato e dipinto, ho sempre studiato e fatto ricerca. Il mio percorso, fin da piccola, è stato segnato dalla voglia di fare di più, di migliorare, di ambire a qualcosa che mi soddisfi veramente e man mano che vado avanti questa soddisfazione fatica sempre di più ad arrivare. Credo sia questo il segreto e il fattore che mi ha aiutata a trovare il mio linguaggio: l'insoddisfazione e la continua ricerca. Molti si chiedono come fare per sviluppare uno stile personale e io posso dire che è una cosa che arriva naturalmente senza essere cercata. Le mie influenze sono molteplici, il pop surrealismo americano (anche se il mio obiettivo attuale è cercare di discostarmene), la pittura classica, l'illustrazione, la pittura digitale, la musica, le persone... Trovo ispirazione in molteplici artisti diversi, non mi fermo mai su uno in particolare; osservo, li studio, li rievoco cercando sempre di mantenere la mia personalità artistica, il mio stile. D'altronde l'arte nasce dall'arte, è inevitabile.
  • Come nasce quindi un' opera di Ania Tomicka, e qual è la tecnica pittorica o di disegno che ti da maggior soddisfazione?  
    L'opera nasce a volte di getto, a volte da un'idea precisa. Non sono molto metodica e mi piace fare le cose come mi sento di farle in un dato momento. Quasi sempre parto da uno schizzo sulla tela che poi vado a fissare con una mano di acrilico (terra di siena bruciata) molto diluito.
    Successivamente, a volte ad acrilico e a volte ad olio, faccio un monocromo di terre, tecnica usata dai grandi maestri che io amo molto. Dopo questa fase passo al colore; ne uso pochissimi e la mia palette è quasi sempre uguale: bianco di zinco, ocra gialla, bruno van dyck, lacca di garanza, vermiglione chiaro, carnicino, blu oltremare scuro e blu turchese. Con queste tinte faccio tutti i colori di ogni mia opera. Inoltre come medium uso un essiccante in modo da poter lavorare molto più velocemente.
    La mia tecnica è molto simile a quella fiamminga: una serie infinita di velature molto diluite di colore ad olio.
    Per quanto riguarda il disegno vario moltissimo: pastelli, acquerelli, fusaggine, grafite... mi piace sperimentare e appena ho un po' di tempo libero amo disegnare con tecniche diverse e supporti diversi.

  • La mostra Iron-Y è curata da  Erica Calardo, un'altra talentuosa artista italiana, e guardandoci attorno nel panorama pop surrealista (e dintorni) nostrano è facile notare molti altri artisti di grande spessore tecnico ed espressivo, credi che si stia o che possa infine svilupparsi anche in Italia un movimento artistico forte? (discostato dallo sterile snobismo e dalle “croste incorniciate” delle classiche gallerie d'arte)
    Credo che lo sviluppo di un movimento artistico forte in Italia sia già in atto da qualche anno. Il ritorno alla pittura e alla bellezza era una tappa necessaria di una storia dell'arte che inevitabilmente è ciclica. Le "croste incorniciate" hanno avuto il loro tempo e, secondo me, l'hanno esaurito.
    Inoltre credo fermamente che un movimento forte abbia bisogno di una base forte, solida: parlo di tutti quegli artisti che hanno studiato e che studiano tutt'ora la tecnica e che, allo stesso tempo, indagano il fattore espressivo dell'immagine che propongono (perché, ovviamente, una cosa non esclude l'altra). Propongono così un'arte forte in tutti i suoi aspetti, come può una crosta fronteggiare tanta bellezza? :P Questo è solo un parere personale, l'arte è talmente tanto soggettiva...
    Ovviamente spero di poter contribuire anch'io un giorno, mi impegnerò al massimo!!!
  • E adesso come prosegue la personale fiaba di Ania, sogni e progetti futuri?
    La mia fiaba andrà avanti fronteggiando tutte le difficoltà e i possibili fallimenti. In questo momento ho fissata qualche esposizione in Australia, negli Stati Uniti e nelle Filippine e per ora sto lavorando proprio a queste.
    Inoltre cerco di ritagliarmi del tempo per studiare pittura (tradizionale e digitale) e disegno il più possibile, vorrei diventare davvero brava e magari essere un esempio per chi sta iniziando come molti pittori lo sono stati per me.
    Non voglio svelare i miei progetti futuri, sono troppo scaramantica per queste cose!!!

Writer /// Toky Wu Ming
Photographer /// Daria Craparo
 
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