FLORENCE SHORT FILM FESTIVAL | Interview

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FLORENCE SHORT FILM FESTIVAL | Interview

Avete presenti i primi appuntamenti? Da una parte il timore di sbagliare, del chi me l’ha fatta fare, soprattutto cosa mi devo mettere, non ho mai niente nell’armadio, il timore di non essere all’altezza. Dall’altra la bellezza nel provarci, di raccogliere la sfida, del come va va e alla fine muoversi sulle proprie gambe. Le prima volte sono uguali per tutti.

Anche per il Florence Short Film Festival, che si è svolto a Firenze il 15 Ottobre, è stata la prima volta.

Il FSFF, qui alla sua prima edizione, ha chiamato a raccolta giovani registi esordienti autori di cortometraggi. La serata, ospitata dal Glue, Alternative Concept Space è stata inaugurata da due corti fuori concorso :“L’Attesa” di Lorenzo Borghini, co- ideatore del Festival, che introduce un pulp cupo ed atipico, dal finale emblematico e disturbante che ruota attorno alle manie umane, in un'analisi cruda e spietata delle varie forme di violenza dei nostri tempi. E “Il Funerale” ideato dagli studenti del corso di Digital Video dell’ISIA Firenze, dove si snodano le vicende di tre ex-compagni di scuola che si riuniscono in una triste occasione: un funerale. Ognuno con la sua storia, i suoi interessi, i suoi sogni si confronterà con quelli degli altri. Ognuno avrà una reazione diversa al lutto.
 
E si chiude con la premiazione di Theo Putzu con “Paper memories” , che si aggiudica il primo premio con un toccante cortometraggio realizzato con la tecnica dello stop motion. E ancora Premio Miglior Fotografia a "L'Uomo in Frac" di Alice Coiro, Premio Miglior Musica per "Cantarella" di Diego Dada e il Premio Miglior Montaggio va a "Desassossego" di Lorenzo Degl'Innocenti che si aggiudica anche il Premio del Pubblico.
 
 
“Florence Short Film Festival è un’iniziativa volta a dare respiro e diffusione a un tipo di cinematografia giovane, libera, indipendente che sempre più di rado riesce a trovare spazio sui palcoscenici nazionali” affermano Lorenzo Borghini e Dario Bracaloni, i due ideatori dell’evento, che per l’occasione abbiamo intervistato:
  • Destini incrociati: come vi siete conosciuti?
    Lorenzo: Risale tutto al lontano agosto 2010. Il protagonista di questa storia è Castiglioncello, località di mare dove passo le vacanze da quando sono nato. Quell'estate incontrai una ragazza, una bionda tutta fuoco, era francese e...molto amica di Dario. Un pomeriggio io e il mio amico dovevamo tornare a Firenze e Dario si offrì di accompagnarci in macchina. Ci iniziai a parlare di tutto, ma soprattutto di cinema e di musica. Avevo una maglietta dei Pink Floyd, precisamente di “The Dark Side of the Moon”, e ne rimase colpito. Anche lui li amava alla follia. In macchina cominciai a lamentarmi di un certo B., un ragazzo loro amico che da quando iniziai a uscire con la bionda da urlo cercò di mettermi i bastoni tra le ruote. Più volte. Era geloso. Avrebbe voluto stringere quei fianchi perfetti al mio posto. Io però ero la novità, l'outsider, quindi non c'era niente che potesse fermarmi. Arrivati a Firenze salutammo Dario ringraziandolo per il passaggio.
    “Ma lo sai chi è Dario?” chiese il mio amico.
    “No. Perché? Dovrei saperlo? È famoso?”.
    “No. È il cugino di B”.
    Rimasi di sasso, avevo infamato suo cugino per 10-15 minuti abbonanti. Mica male come primo impatto, no?
  • Intuisco già chi dei due non avrebbe problemi a scrivere una sceneggiatura e chi invece ha fatto della musica una sua ragione di vita. Ma c’è un perché. Ditemi di voi: percorso di studio, lavoro, passioni.
    Lorenzo: Per quanto riguarda il mio percorso di vita, di studi e di maturazione artistica inizia tutto con Kubrick. “Stanley Kubrick, il mio maestro” scrissi con pennarello indelebile sul mio banco di scuola. Da lì decisi di dedicare la mia vita al cinema. Presi a guardare film come un ossesso fino alla fine delle superiori. Poi ci fu il D.A.M.S., la tessera da giornalista, lo stage al KoreaFilmFest e inevitabilmente l'amore per il cinema coreano, la tesi sperimentale scritta proprio in Corea del Sud, poi la laurea e Parigi. Tre mesi di vita parigina sono stati un vero e proprio toccasana per la mia anima. Ora sono qui, incastrato fra i Medici e Renzi, ma a Febbraio partirò. Destinazione Londra.
    Dario: Mi sono diplomato in un liceo fiorentino, un posto orribile frequentato per lo più da persone di orizzonti e intelletti davvero ridotti. Fra professori capaci di estremismi cattolico-democristiani del tutto fuori dalla realtà e altri inconvenienti del genere ho però incontrato anche tante bellissime persone. Per di più, il totale estraniamento che provavo dal contesto scolastico mi ha permesso di capire che la musica fosse per me l'unica via di uscita. Ne ho fatto una ragione di vita. Mi sono iscritto alla facoltà di Organizzazione e Gestione Eventi, che ho però abbandonato dopo qualche anno: non mi insegnavano nulla, una totale perdita di tempo. Ho iniziato quindi ad organizzare concerti ed eventi. La cosa ha preso piede e ora mi occupa quasi interamente. Dal 2010 collaboro con una agenzia Anglo-svedese, LOTTAROX Agency, di cui gestisco la sede fiorentina. Da quest'anno sono a capo della redazione musicale de Il Cartello, un magazine on-line di attualità, politica, arte e cultura.
  • C’è chi ha viaggiato tanto e chi sposta i suoi orizzonti un po’ più in là del confine italiano. Ma com’è nato il Florence Short Film Festival?
    Dario: Il Florence Short Film Festival è nato dopo due bicchieri di vino e un Gin Tonic, durante un aperitivo nella bellissima Castiglioncello. Lorenzo mi espose la sua idea, ancora seminale e io cercavo stimoli professionali in un momento un po' noioso.
  • Tra aspettative e difficoltà, come si organizza un evento del genere?
    Lorenzo: 3 cucchiaini di olio di gomito, una buona conoscenza dei social media, un pizzico di coraggio e tanta pazienza. L'imprevisto ti aspetta sempre dietro l'angolo. Come il proiettore, quel maledetto proiettore ci ha fatti impazzire fino a poche ore dall'evento. Non ne voleva sapere di funzionare. Ci è toccato prenderne uno a noleggio. Una rapina. Ci hanno presi per la gola, ma dovevamo accettare o il Festival non si sarebbe fatto. Prendere o lasciare ci hanno detto.
    Dario: Si parte da un'idea, un argomento. Si cerca di capire cosa possa ruotargli attorno. È molto importante trovare la location giusta, che si presti logisticamente sia in termini di fruibilità, raggiungibilità e di risorse umane: un evento, un festival, un concerto, è sempre il frutto di sinergie, se le diverse parti coinvolte lavorano bene e sanno coordinarsi, difficilmente può venirne fuori un flop.
  • Arriva per tutti il momento dei bilanci. Vi siete messi alla prova. Oserei dire che è stata un’edizione numero zero: quella un po’ giovane e per questo carica di buoni propositi che punta in alto e che però ci arriva. La paura di essere impacciati svanisce. Si rischia. Com’è andata?
    Lorenzo: È andata alla grande. 250 persone, gente accalcata da ogni parte. Buffet spolverati in pochi minuti. Vino a fiumi e tanto cinema. Alle 1 di notte ci saranno state ancora 150 persone che se ne sono fottute di orari, di lavoro e cazzate varie, “l'arte è più importante”, avranno pensato. Sono molto soddisfatto di questa prima edizione e posso rivelarvi un piccolo segreto. Lo volete sapere? Vi dico solo che il prossimo anno tutto sarà confezionato con una carta più bella.
    Dario: Sapevo che sarebbe stato un bell'evento e che sarebbe riuscito, ma sinceramente non mi aspettavo né che il livello dei corti pervenutici fosse così alto, né un così grande numero di persone accorse. Mi ha stupito anche la grande attenzione che i media locali hanno dato all'evento, come Toscana TV, tanto per citarne uno. Contiamo presto di dare un seguito a questa prima edizione, con l'intento di allargarsi, magari fare una due giorni con più film in concorso.
    Sarebbe bellissimo.
 
Writer /// Valentina Messina

 
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