Flussi Media Arts 2013 | Nuovi modi di stare al mondo

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Flussi Media Arts 2013 | Nuovi modi di stare al mondo

Avellino, 28 agosto, si è aperta la 5° edizione di Flussi Festival, un contenitore di energie innovative provenienti da tutto il mondo.
Cinque giorni di condivisione per chi ama l'arte digitale in ogni sua forma, fatta di esperienze polisensoriali che si traducono in performance, video mapping, suoni sperimentali prodotti dai più grandi artisti di musica elettronica. Dalle note devianti di Phonotophy all'estetica innovativa dei Raime, i brani inediti di Robert Lippok e l'acid house di A Guy Called Gerald. Una musica che conduce alla visione, che scava nei luoghi più nascosti, forse ancora inesplorati dell'immaginazione. 
 
La libertà della mente permette di sconvolgere a pieno le corde sensibili dell'anima e del corpo, è per questo motivo che Flussi sceglie come ogni anno la splendida terrazza del Teatro Carlo Gesualdo, perché l'eclettico possa essere proiettato anche nel cielo limpido che ha retto per tutta la durata del festival. 
L'ampiezza degli spazi avvicina lo spettatore ad una visione più libera e irregolare dell'interattività, entrando così a far parte del gioco, che quest'anno prende il nome di DISPLAYCEMENT
 
Controller Midi Akai perdono la loro funzione reale, diventando così consolle da gioco; un timone genera segnali in base all'intensità di movimento; rumori lontani, suoni ambientali percepibili attraverso un paio di cuffie, sembrano provenire da un'altra epoca e fanno da sfondo ad una gigantografia in b/w che prende vita: "un attimo infinito prima dello scatto"; effetti glitch e interferenze audio stravolgono i gesti e i suoni vocali; uno specchio altera l'identità dell'immagine riflessa, stimolando la confusione, la sorpresa. 
 
Per il quinto anno, Flussi genera un nuovo modo di stare al mondo, un diverso approccio alla cultura digitale e la dislocazione della sua funzione ma più in generale è aprirsi all'imprevedibile.
 
Antonello Matarazzo | La posa infinita
Le figure immortalate riacquistano vita mediante movimenti minimi e suoni ambientali che restituiscono all’immagine cristallizzata nel tempo, la sensazione di uno svolgimento “in diretta”.
 
Carmine de Rosa | Delta Sphere
Lo scopo dell’installazione è dimostrare come anche senza l’ausilio di costose macchine o attrezzature e con un pò di creatività è possibile realizzare un’applicazione interattiva, grazie al recupero di vecchi pc e altri materiali. Sfiorando il controller capacitivo (la sfera) vengono attivati i sensori che producono gli effetti audio-video.
 
Cavazza–Ferrario | Hackai
Hackai, è un gioco di parole tra Hack e Akai, è uno studio sulla possibilità di utilizzare dei controller MIDI Akai, quindi strumenti fatti per suonare, come oggetti di tutt’altro tipo: in occasione di Flussi diventeranno delle console da gioco.
 
D’Amore – Matarazzo | WHOAMI
WHOAMI è uno specchio disindividuante basato su un’applicazione interattiva in Python che rileva la presenza del visitatore attraverso la computer vision. L’atto di riconoscere la propria immagine allo specchio è il segno distintivo dell’autocoscienza. WHOAMI stravolge questa percezione,  disorientando e predisponendo le condizioni del dubbio.
 
Dario Sanfilippo | SD/OS (self-motion) 1.1
Questo lavoro è un’installazione sonora elettromeccanica, le cui componenti principali  sono quattro altoparlanti, quattro piezo e quattro microfoni a condensatore, e inoltre un’unità di missaggio così da poter smistare i vari segnali e creare diverse topologie nella rete di feedback.
 
Giovanni Murzio | RightSchetch
“Right” inteso come “corretto”, ma anche come “destra”. Ogni disegno, tracciato “a corpo libero” con la mano destra, rappresenterà la forma di espressione più corretta ed istintiva, comunicata senza filtri attraverso il movimento apparentemente scevro da strumenti.
 
Kanaka + Roll Studio | Visualheap
L'obbiettivo è rendere gli spettatori visual artists per una serata. Gli utenti possono scegliere, modificare e alterare i contenuti del video mapping grazie all’utilizzo di marker e Leap motion.
 
Michele Solinas | Rudder heart OSC
Rudder heart OSC è uno strumento performativo live-oriented: muovendo il timone con diverse intensità si genera un segnale che può essere ascoltato puro o trattato con effetti o filtri.
 

Pellegrino Petrozziello | Media-isomeri
Media-isomeri é una installazione interattiva nata da attente riflessioni circa i rapporti che si sono instaurati nel corso degli anni tra l’uomo e le nuove tecnologie. Lo spettatore che si troverà di fronte all’opera vedrà e sentirà effetti, glitch e interferenze audio che stravolgeranno la sua figura e la sua voce.
 
Salvo Nostrato | Livect
L’installazione esplora le possibilità di rilevare i movimenti del corpo in real-time usando un sensore Kinect di Microsoft .
 
 
Writer /// Debora Saveriano
Photographer /// Aurora Camaiani
 
 
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