Fuori | Fuorisalone 2013

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Fuori | Fuorisalone 2013

In questi giorni ho letto svariate guide al Salone del Mobile e al Fuorisalone. Alcune modaiole, con tutti gli aperitivi imperdibili, altre di sopravvivenza agli aperitivi e inaugurazioni. Rispetto a qualche anno fa, ok parecchi anni fa, quando più o meno tutti erano contenti del Salone del Mobile ora nelle settimane precedenti si sentono frasi tipo: “No guarda a me non me ne frega un cazzo del Salone” o anche “ Non ci penso neanche ad andare”. Ma poi immancabilmente ci cascano dentro, anche perchè il Salone e il Fuori Salone coinvolgono buona parte della città e gli eventi sono davvero tanti e per tutti i gusti. A me piace, mi piace che ogni tanto ci sia una grande festa, che la gente abbia voglia di vedere cose nuove e possibilmente fare anche cose nuove. Quindi sono andata anch’io a farmi i miei giri da Fuorisalone (rigorosamente after lavoro!) imprecando per la quantità di gente, sognando capelli da fata come alcune ragazze e fissando affascinata design dal baffo importante.
 
 
Ecco il mio Fuorisalone, accompagnata da un paio di amiche! Dopo un ristorante sfilatino alla olive da Marinoni in Cadorna ci siamo dirette verso via Tortona. Inutile dire che con la pioggia la classica salita del ponte di ferro verde è diventata una specie di via Crucis, appena scese però abbiamo avvistato la rigenerante mini della Redbull, un po’ di taurina aiuta a sopportare la fatica da Fuorisalone. Ci siamo quindi godute la nostra passeggiata tortonesca, sbirciando nei negozi (moltissime borse!) ricevendo svariati inviti di prova trucco gratis (mi sarà sbavato il mascara? Dici che è per quello?), salutando un simpatico cinghiale che regalava pastiglie digestive (post-sbronza) e mangiando formaggini Trigre omaggio
 
 
Come avrete capito il Fuori salone non è assolutamente un evento sano. Sorpassato di poco Superstudio, mecca del Salone del Mobile, ci siamo addentrate dentro l’Ex Spazio Ansaldo che adesso si chiama Officine Oca. Eravamo alla ricerca di un po’ di sana creatività hand made, e lì ne abbiamo trovati ben quattro piani. Dal design cinese con le splendide tazzine in ceramica alle fanzine autoprodotte da tanti illustratori e fotografi, collane in cuoio e bellissimi papillon. Finito il giro all’Oca siamo scappate in Triennale per il party d’inaugurazione. La cara vecchia Triennale offriva oltre a ben due diversi aperitivi gratuiti anche il concerto di una banda balkanica, i Nema Problema Orkestar. Peccato che nessuno ballava.
 
 
Intanto mentre noi gironzolavamo tra le varie installazioni, tra cui una bellissima chaise lounge in vimini, ci siamo imbattute in uno dei nostri vip preferiti: Philippe Daverio! Stanche di fare le stalker alla ricerca dello scatto migliore e complice l’ora ci siamo dirottate in Statale per il party d’inaugurazione, un’istituzione in pratica. Nell’atmosfera sempre molto romantica della Statale by night illuminata dalle istallazioni ci siamo aggirate tra i chioschi (vedi scarpe) e infine abbiamo pensato bene di concludere la serata con un altrettanto storico panzerotto di Luini.
 
 
Ma la serata non era ancora finita. Già perchè quando c’è il Salone basta una telefona: “Ciao dove siete voi?” e torniamo di nuovo in via Tortona alla ricerca dei nostri amici. Dopo un giro ad un bellissimo spazio di design giapponese abbiamo trovato uno spazio espositivo a tema puzzle, con gentile offerta di birra e pizza, appena dietro via Tortona. Stremate abbiamo concluso la serata scacciando la pioggia con i nostri nuovi ventagli giapponesi!
 
 
 
Writer /// Silvia Colombo
Photographer /// Oliviero Crippa
Illustration /// Carlotta Cogliati
 
 
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