Future jobs: azione, reazione, provocazione

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Future jobs: azione, reazione, provocazione

San Precario non ha fatto il miracolo e le speranze della generazione p diventano fantascienza. Una conferenza surreale e performata è l’epilogo di una campagna di guerilla durata settimane, fatta di annunci su giornali, affissioni nelle università e flyer sparse nella città. Le normali logiche di marketing vorrebbero che un’azione di guerilla, dopo aver suscitato la giusta curiosità, alla fine sveli la reale natura del prodotto da vendere, spesso deludendo e rompendo gli ingranaggi assurdi che ha generato. In questo caso non c’è nessun prodotto da vendere e la recita può andare avanti fino in fondo, fino alla fine, lasciando completamente spaesati gli avventori in sala. Future jobs è una agenzia interinale che mette in contatto risorse tecnologicamente evolute e aziende. I tre rappresentanti Andrea Natella, amministratore delegato, Antonio Caronia, ufficio stampa e Arnaldo Funaro, responsabile black marketing, compiono una vera e propria messa in scena, sfoggiando slide, grafici e finte statistiche per promuovere la futuribile agenzia di collocamento, per informare dell’esigenza, nel mondo del lavoro, di ragazzi evoluti con innesti biotronici. Non lasciano mai il personaggio e, con tutti gli ingredienti di un trio comico, per due ore portano la sala in un gioco surreale che si svolge nel nome di K. Dick. Piano piano la sala capisce il trucco e comincia a farne parte, applaudendo alle trovate assurde e facendo domande bizzarre, spontaneamente tutti cominciano a recitare il copione, mentre in maniera sempre più esplicita, esce fuori la forte volontà di provocare dell’iniziativa. Se un copywriter dotato, fresco di diploma Ied, dovrà lottare per inserirsi nel mondo del lavoro, sottoscrivendo contrattini a tempo determinato, facendo le ore piccole almeno quanto le paghe allora perché non pensare a dei superdisoccupati ultraspecializzati, ai quali le agenzie non si possano negare. Copywriter con impianti mnemonici che portano i loro cervelli ad avere 30 terabyte di memoria. Metafora più che funzionale di una generazione che si trova accusata di essere bambocciona, e che invece spesso non sa dove sbattere la testa per trovare un’occupazione possibile, accumulando infinite competenze e conoscenze tra master e stage, sfoderando uno spirito di sacrificio e di abnegazione al lavoro che spesso rasenta l’autoumiliazione.

Future Jobs from KOOK on Vimeo.

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