Hans Feurer | Fashion Without a Label

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Hans Feurer | Fashion Without a Label

Fine Gennaio è sinonimo di AltaRoma AltaModa nella capitale, l'evento che in pochi giorni richiama l'attenzione di stampa, addetti del settore, buyer e curiosi. Tra le blindatissime sfilate ed i party esclusivi a cui la maggior parte di noi non è invitata, diciamolo, in città fioriscono come sempre tantissimi eventi parelleli e free entry ai quali è sempre bene dare un'occhiata.
Tra le più interessanti ed imperdibili proposte è stata la mostra di Hans Feurer, "Fashion without a label" ospitata alla Pinacoteca del Tesoriere e terminata il 28 Gennaio scorso.
 

Si tratta della prima retrospettiva italiana interamente dedicata al fotografo svizzero, una serie di scatti per ripercorrere la sua carriera dagli anni '60 ad oggi, dai brand ai magazine. Hans Feurer si avvicina al mondo dell'arte visuale negli anni '50 frequentando la scuola di arti grafiche di Zurigo, lavorando successiavamente come illustratore e grafico. Negli anni '60 arrivano per lui i primi incarichi nel mondo della moda e della pubblicità a Londra, dove lavora per numerose riviste e servizi pubblicitari, fino alla nascita del Feurer fotografo.  Dopo un anno passato in Africa, dal 1967 inizia a scattare per i più importanti brand, immortalando in iconiche immagini tutte le modelle-muse del trentennio scuccessivo: da Iman Bowie a Grace Jones, da Stephanie Seymour a Pat Cleveland. Le donne ritratte di Feurer sono estremamente sensuali e carismatiche, perfette ed in armonia con le ambientazioni, cariche di una femminilità marcata ma contenuta, esplicita ma non sopra le righe. Una ricerca fotografica la sua, che aprirà la strada a molti fotografi di moda contemporanei e fortemente influenzata anche dall'esperienza ne "la sua Africa". Da ricordare sono senza dubbio i suoi servizi per Elle e Vogue, e le numerose campagne per Kenzo, presente tra l'altro all'opening della mostra romana.
 

La Pinacoteca del Tesoriere che ha ospitato "Fashion without a label", è senza dubbio una location insolita e quanto meno inaspettata per un simile evento. Situata all'interno di Palazzo Patrizi e risalente al 17° secolo, è una perla di arte barocca, che conserva opere d'arte di Varasi, Pietro da Cortona, Guercino ed Albani, solo per citarne alcuni. Estremamente ricca e curata, dagli affreschi al  mobilio d'antiquariato, dalla piccola cappella interna alla tapezzeria, dai lucernari preziosi alle decorazioni architettoniche.
 

Percorrendo le sale della Pinacoteca, tra tendaggi damascati e splendide opere, la mostra si snoda elegante e discreta, esempio perfetto di come due forme d'arte agli antipodi possano convivere senza fare vittime: l'effetto sullo spettatore è di estremo coinvolgimento ed intimità.
Gli scatti di Hans Feurer sono esposti su grandi pannelli neri, che gli conferiscono la giusta attenzione, come un piedistallo che mette in luce l'ospite d'onore. Le immagini selezionate sono tra le più iconiche in assoluto della carriera del fotografo, dagli scatti degli anni '60 (talmente contemporanei che sembrano usciti dall'ultimo numero di Dazed and Confused) fino alle bellissime campagne pubblicitarie per Kenzo, oltre alla splendida sezione dedicata alla nude art, dove le modelle sono vestite solo di polveri dai colori vibranti.
 

Una retrospettiva davvero bella e intensa quella di Hans Feurer, ed un modo per ricordarci che la fotografia è la vera voce della moda e della comunicazione, molto più delle parole.
 
Writer & Photographer // Roberta Solitari
Illustrator /// Flavio Ceriello aka Fill
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