The Irrepressibles | Reportage

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The Irrepressibles | Reportage

Dopo essersi fatti aspettare un bel po’, The Irrepressibles prendono possesso del palcoscenico. Quello di esibirsi in un auditorium non è solo un pretesto, ma il mezzo d’espressione più efficace che la band poteva trovare. Per gustarsi questo concerto, da novizi, è assolutamente necessaria la sensazione di prigionia nella propria poltrona che solo una sala ufficiale può dare.
The Irrepressibles sono pallidi e magnetici nel loro appeal maledettamente british, decisi nel loro camera pop sono tornati a Roma dopo gli applausi del primo spettacolo Mirror Mirror e portano con sé qualcosa di molto più intimo, molto meno cromatico, ma lo stesso visionario.
“Nude” è uno spettacolo che non ti entusiasma dal primo momento ma ti avvolge pian piano in un piacevole crescendo che porta ad un lucido apprezzare. È un canto di balena musicato splendidamente da un’ orchestra di 10 elementi, i cui soli percussionisti coreografati in slow motion assicurano l’80% della serata, montati come un rinascimentale sfondo dietro la figura fin troppo reale del frontman.
Rabbia, perdita e desiderio scandiscono la lenta evoluzione dello spettacolo che finisce col rompere la sua stessa immobilità e invade la platea facendoci prigionieri di tutto: le proiezioni melanconiche e stellari, la dilaniante simbiosi col pianoforte, le velature della scenografia, la pelle seminuda.http://romaeuropa.net/festival
 
 
 
 
 
 
 
Writer ///  Sharon Falco
Illustration /// Daria Mazzanti
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