Lacrima Aquarium | Casa dell'Architettura

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Lacrima Aquarium | Casa dell'Architettura

Clima natalizio o no, non ci facciamo mai sfuggire l'occasione per visitare una bella mostra! Per questo non potevamo proprio non recensire Lacrima Aquarium, in questi giorni, e fino al 30 Dicembre in mostra alla Casa dell'Architettura.
Vi avevo già parlato di questa splendida location, l'ex Acquario Romano, un'oasi di pace ed arte, paradossalmente a due passi dalla stazione Termini di Roma, in occasione della mostra Posters Rock, ed anche questa volta non sono rimasta delusa.
Lacrima Aquarium Institutional Group Exhibition, a cura di Alexandra Mazzanti e Giorgio De Finis, ed in collaborazione con la Dorothy Circus Gallery. Fulcro della mostra è un elemento: l'acqua. Vitale, essenziale, sensuale, tutti gli aspetti dell'elemento femminile per eccellenza, riletti in chiave pop surrealista da alcuni dei più importanti artisti ed esponenti del genere.
 

La Casa dell'Architettura come già detto in precedenza si presta benissimo a questo tipo di esposizioni: l'entrata, le porte con finestre ad oblò e la sala circolare sembrano catapultarmi in un'altra dimensione, onirica e profonda come un silenzioso fondale marino. Le luci sono basse, puntate sulle opere, creando un affascinante gioco di ombre con l'architettura della sala. Tra le opere esposte, quadri, sculture-oggetto, maschere, ci si immerge, è proprio il caso di dirlo, in un mondo fantastico, ovattato, tra figure femminili e zampilli cristallini, tra pesci bizzarri e cascate di lacrime, tra strani personaggi e pensieri fluidi.
 
Gli artisti coinvolti, nemmeno a dirlo, sono i più incredibili giovani esponenti del nuovo movimento pop di matrice surrealista, tra gli altri: Esao Andrews, Chris Berens, Miss Van, Ray Caesar, Nicoletta Ceccoli, Scott Musgrove, Tara McPherson, Sas Christian & Colin Christian, Natalie Shau, Marion Peck, Crystal Chan, Afarin Sajedi, Zoe Byland, Seven Moods Marco Tarascio, Clementine De Chabaneix e molti altri.
 
La mostra, ad ingresso gratuito, vale davvero la pena di essere vista e rivista: è piccola, raccolta ed estremamente toccante. Si può girare intorno alla sala per più di un'ora senza stancarsi di vedere bambine parlare con creature marine, cerbiatti nuotare in acque dolci, fanciulle piangere lacrime salate. Una menzione particolare va all'opera, simbolo e manifesto dell'evento, "Better out than in" di Colin Christian, l'enorme maschera di un volto femminile, dal viso rigato d'eyeliner e la lunga lingua di tentacoli: ipnotizzante.
 
Se siete in giro tra i negozi per le spese natalizie, l'unico consiglio che posso darvi e di cambiare strada e fare, una volta tanto, un regalo a voi stessi andando a vedere questa mostra. In fondo è questo lo spirito del Natale,no? Dare senza dover ricevere, e questa mostra, ve lo assicuro, lo fa.
 
Per tutte le foto sfoglia la gallery o clicca QUI
 
Writer & Photographer // Roberta Solitari
Graphic Designer // Gianfranco Cioffi
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