Lago Film Fest | Quanto lo vorresti "corto"?

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Lago Film Fest | Quanto lo vorresti "corto"?

Si è recentemente conclusa la nona edizione del Lago Film Fest, Festival Internazionnale di Cortometraggi, Documentari e Sceneggiature, svoltosi a Revine Lago tra il 19 ed il 27 luglio 2013 e nato da un sogno dalla tutt’ora direttrice artistica Viviana Carlet.
 
Anche quest’anno, come nei 3 anni precedenti, vi ho partecipato in qualità di volontaria: di giorno social media manager, di notte social media reporter e proiezionista. Cercherò di accompagnarvi alla scoperta di un ricchissimo viaggio durato 9 giorni, frutto di un anno di lavoro, ogni volta differente.
 
Primo giorno: si parte! Arrivo nel primo pomeriggio alla Casa Canonica del paese, sede degli uffici del del Lago Film Fest. Mancano solo poche ore all’inizio del festival e nell’aria c’è un clima di tensione, nei primi 15 minuti litigo con Carlo, direttore generale del LFF, noto per la sua ansia da festival. Okey, tutto regolare.
I volontari corrono qui e li assicurandosi che tutto sia perfetto, c’è chi già sa come funziona e chi no, ma i primi giorni è sempre difficile partire. Poi prendi il ritmo.
Dopo l’ultima riunione ti fai bello, indossi il cartellino da volontario e ti aggiri per le vie del paese ancora vuote, già belle ma ancora prive di quel fascino che solo la notte da al festival, ma di quello ne parliamo dopo. Cominciano ad arrivare i primi ospiti, i giornalisti, le autorità politiche, i giurati, i fotografi per l’aperitivo di apertura che si svolge sul lido del lago al tramonto.
 
 
E’ in quest’occasione che conosco i simpaticissimi fotoreporter di ZI per NSS Magazine Cosimo Nesca e Luca Caizzi, che mi raccontano il loro bizzarro progetto all’interno del festival: “Quanto lo vorresti corto?”.
Per le prime 3 serate i ragazzi hanno realizzato una serie di foto chiedendo appunto alla gente “quanto lo vorresti corto?” dove la misura massima era l’ampiezza delle spalle e corrispondeva a 30 minuti di girato. Il video realizzato in stop motion sarà presto disponibile.

Il festival sta per avere ufficialmente inizio. E’ quasi buio e le strade cominciano a popolarsi. Le persone cominciano a mettersi in fila per accedere a quello che è un piccolo sogno di una notte: attraversano il varco per vivere microsogni sotto forma di corti in un atmosfera a dir poco unica.
 
Anche quest’anno sono la coppia di architetti londinesi dell’Atelier Fra.Se ad aver composto le strutture d‘ingresso e tutte le panche e scenografie lignee per le vie del paese. Caratteristica a rendere davvero unico questo Festival è che si svolge all’interno di un piccolo paese arroccato nella provincia di Treviso, dove i cortili degli abitanti si trasformano: di giorno la vita scorre normale, di notte, le corti si vestono e vengono trasformati in sale da proiezioni all’aperto, collegate l’una con l’altra da un fiume di candeline per illuminare il percorso. All’interno di ogni cortile accade qualcosa di diverso: possono esserci le proiezioni dei corti in concorso suddivisi per categoria, il cortile dell’UNICEF per le proiezioni dedicate ai più piccoli o spettacoli di burattini, il cortile Arco con le proiezioni a luci rosse, le conferenze e le retrospettive dedicate ai giurati, le proiezioni dello Svizzera Mon Amour, il cortile Sasso per assistere live alle interviste in radio con gli ospiti, per vedere i concerti o semplicemente per bersi una birra in compagnia.
E poi c’è la “Riva del Lago”: un giardino in discesa delle dimensioni di una vera sala cinematografica, cosparso di sedie ordinatamente disposte a guardare il lago, dal quale sbuca un maxischermo che rende questo festival ancor più unico.
 
 
Sul grande schermo appare il leitmotiv introduttivo di ogni serata, pensato ad hoc da Mattia Coletti e Carlo Migotto e realizzato da Marco De Benedictis, sulle note di Willkommen del film Cabaret di Bob Fosse, riadattato in stile Lago Film Fest.
 
Lo show sta per avere inizio, uno show lungo nove giorni fatto di sapori diversi, linguaggi eterogenei e sempre di grande qualità, frutto di mesi di attenta selezione e lavoro per amalgamare al meglio il tutto.
Abbiamo così potuto assistere a performance musicali passando dal funk jazz dei Mandela, alla performance di voce ed elettronica con la svizzera Iokoi, ai nostri già amici ma sempre emozionanti Comaneci, alle sperimentazioni canore di Eleonora Biasin fino al gran finale con l’Osteria dei Pensieri e spettacoli di fuoco e giocoleria. 3 workshop che hanno spaziato dal teatro di Carlotta Ros, all’analisi cinematografica di Davide Paripinel al laboratorio documentaristico capitanato dal giurato Tomàs Sheridan. 9 le sceneggiature selezionate per il Premio Rodolfo Sonego che ha visto vincitore Tommaso Sacchini con “Il Rappresentante”. Più di 15 mila persone passate a vedere la selezione di più di cento corti suddivisi tra Veneto, Nazionali, Internazionali, Nuovi Segni e UNICEF. 16 anteprime nazionali, 4 internazionali e 2 mondiali.
 
 
La serata che ho preferito, forse per le numerose risate e l’interesse del progetto, è stata quella che ha visto protagonista il blogger umoristico de “Lo Sgargabonzi” Alessandro Gori e i blogger di Diecimila.me che stanno dietro il personaggio twitter di @Casalegglo e ci hanno proposto il meglio del meglio delle loro battute, raccolte in un libro che si chiama “Essere Casalegglo”.
Il profilo ironizza sulle verità in ambito di comunicazione del leader della Casaleggio Associati, agenzia di comunicazione del Movimento 5 Stelle, dove i follower prendono per oro colato qualsiasi massima annunciata da Casaleggio, che in questo caso è però CasaleggLo.
Ecco qualche esempio:  
“Razzismo, basta bianchi e neri. Lavorare su contrasto.”
“Ripristinare Regno delle due Sicilie, cercare la seconda.”
“Gente disperata prenderà bastoni. Uscire a coppe.”
“Grandi opere. Finire Colosseo, accorciare Puglia.”
“Rilanciare consumi. Carcare fratelli di Gesù e quadruplicare i Natali” (un commento serio e preoccupato di un follower: “tu stai impazzendo”)

Al Lago Film Fest hanno inoltre presentato il corto virale con 100.000 visualizzazioni tra youtube, ansa.it , Corriere.it e Repubblica.it. realizzato col nostro direttore artistico.
Vi lascio con “Apolaypso” e qualche risata :)
 
Writer /// Federica Altoè
Graphic Designer /// Antonella Romano
Photographer /// Silvia Zago
 
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