Scanner | automatici ● autoprodotti ● autoalimentati

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Scanner | automatici ● autoprodotti ● autoalimentati

Una tre giorni dedicata alle autoproduzioni editoriali, nel paese dei balocchi di tutti i lettori, tra incontri e chiacchierate con gli autori, fanzine, magazine da sfogliare, leggere e – soprattutto - amare. È Scanner, il festival organizzato a Roma da Scripta Manent ( via Pietro Fedele 54, Roma )
fondata da Maurizio Ceccato e Lina Monaco, conclusosi ieri ma sempre in fase di espansione. Perché, ci racconta Maurizio, “l’utopia è farlo diventare un grande archivio di pubblicazioni indipendenti aperto al pubblico”.  
 
 
  • Perché e come nasce Scanner?
    Maurizio: Innanzi tutto perché iniziative del genere non ci sono. Al di là delle fiere conosciute che danno spazio alle case editrici indipendenti per qualche giorno, per il resto dell’anno non c’è un posto dove reperirle. Scanner è un’utopia, che diventerà realtà proprio trasformandosi in una residenza per auto pubblicazioni. In questi tre giorni abbiamo invitato autori e produttori a raccontarsi come mai hanno potuto fare, per spiegare ai lettori e – perché no? – agli altri autori e produttori perché lo fanno, con quali materiali e perché hanno scelto proprio la carta per diffondere le proprie idee.  La cosa interessante era avere la maggior parte di persone possibile, con manufatti diversissimi tra loro. Dopo, troveremo il modo di realizzare il grande archivio (fotografando e mettendo in evidenza tutto), che può diventare un faro per indicare uno scoglio, che pian piano emergerà diventando un’isola che svelerà un’Atlantide in mezzo all’oceano.
  • Come si è evoluto il rapporto tra il virtuale e il cartaceo nelle autoproduzioni?
    È inversamente proporzionale a quel che si crede. Oggi è possibile far conoscere un prodotto di carta attraverso il web molto più che 15 anni fa. Oggi il cartaceo è diventato reperibile sulla rete. E la carta stessa si è evoluta nelle autoproduzioni: non si tratta più delle fotocopie delle fanzine che facevamo e ciclostilavamo 15 anni fa. Oggi si utilizzano torchi, caratteri di legno, stampa offset, caratteri mobili…c’è un’evoluzione incredibile che arriva a confondersi con l’editoria che trovi in tutte le librerie e arriva a superarla.
  • Quali e quante produzioni hanno partecipato al festival?
    Sono arrivate oltre 60 produzioni e continuano ad arrivare, perché Scripta Manent è un punto di ritrovo. Non abbiamo messo paletti per lasciare affrancare tutti. La chiave è questa: far sì che nascano delle interazioni tra le persone. Fare incontrare anche gli stessi produttori. In questo modo si parla delle riviste, delle produzioni. Spesso le persone non sanno neanche cosa sia una fanzine, ed è questo il cortocircuito che mi interessa. Simone Sbarbati, su FRIZZIFRIZZI, ha scritto che le autoproduzioni sono un po’ come le cellule embrionali: un fanzinaro racconta all’altro fanzinaro, che racconta all’altro fanzinaro in una sorta di osmosi che diviene una rete che resta con le maglie salde, ben tessuta. In questo modo, nonostante tutto, continuiamo a fabbricare idee che sono le basi per non fermarci. E Scanner è la placenta che custodisce gli embrioni e dà loro voce. Proprio come un megafono.
 

 

Ecco l'elenco di tutte le autoproduzioni presenti al festival:
• LÖK • BUBKA • DROME • NU®ANT • CANICOLA • INUIT • RESINA • B COMICS • CANEMARCIO • STRA • SUPERAMICI • LUCHA LIBRE • DELEBILE • SQUAME • STUDIO PILAR • TEIERA • WATT • PASTICHE • TENTACOLI • SEMISERIE LAB • CANIDE • INCUBO ALLA BALENA • NIGHT ITALIA • ZOOO • FLANERì • STRANEDIZION • STUDIO ARTURO • RROSE SÉLAVY • BIMBA COL PUGNO CHIUSO • LASZLO BIRO • TERRACAVA • SONG AND DANCE PROJECT • CRUNCHY PRESS • MODO • ELYRON • NINAMASINA • ALESSANDRO RIPANE • AMALIA CARATOZZOLO • CABARET TYPOGRAPHIE • LIBRIFINTICLANDESTINI • STEFANO PANZARASA • FLUFFER MAGAZINE • VERDERIVISTA • ALPACHA DISTRO • DUO+MARINA BIAGINI • IL REPORTAGE • LUOGHINTERIORI • LABAQUATTRO • ROBERTO GROSSI • SANDRA VARISCO • TADDEI+ANGELINI • FORTEPRESSA • ALPACHA DISTRO • YNFIDEL • NO=FI RECORDINGS • COSTOLA
 
 
  • Lina, parlaci di Scripta Manent.
    Lina: la libreria nasceva un anno fa dal nostro desiderio di dare una forma concreta a quello che Studio IFIX faceva già da tempo: prendersi cura dell’editoria indipendente. La scelta è stata quella di non metterci in competizione con i giganti dell’editoria, dare la possibilità a quella indipendente di farsi trovare e, al lettore, quella di apprezzare tutta la collana sotto l’aspetto contenutistico e grafico insieme. Perché questo tipo di editoria ha dei progetti strutturati e si avvale di collaboratori, curatori, traduttori ed esperti che fanno scouting. Noi guardiamo alla produzione di nicchia non perché si offre a pochi ma perché è rimasta lì, irraggiungibile spesso non per scelta.
  • Quali case editrici che è possibile trovare qui?
    Il primo a sostenerci è stato Marco Cassini, con Minumum Fax (che per noi è un modello!), e lo ringraziamo per non aver temuto la concorrenzialità e per averci sostenuto da subito. Tra le tante case editrici: Del Vecchio Editore, Caratteri Mobili, la siciliana Due Punti, Corraini, Logos, Topi Pittori, Orecchio Acerbo e piccoli editori ancora artigiani, come Amos Edizioni (Mestre) che realizza pubblicazioni di poesia confezionati a mano. Anche Adelphi, contrariamente alla politica aziendale, viene qui in rapporto diretto con noi e ci fa sentire forti del nostro progetto.
  • La risposta da parte dei lettori qual è stata?
    In un momento in cui le librerie chiudono ci si stupisce che ne apra una! Riponiamo molta fiducia nella nostra energia. C’è bisogno di un punto di riferimento quotidiano, in un quartiere nel quale manca un polo culturale, nonostante le stupende librerie antiquarie che ci sono. Sicuramente il fruitore si accorgerà di noi, molti lo hanno già fatto e i risultati sono strabilianti. Spazi come il nostro sono un po’ come il salumiere sotto casa: trovi il prodotto fresco, genuino e ricercato. Ci siamo ispirati al settore alimentare nel rapporto di filiera corta, tagliando tutto ciò che specula sull’editoria e sulla qualità. Il paragone mi sembra giusto.  Perché sappiamo molto della storia degli editori, e abbiamo voglia di raccontarlo. Chi viene qui trova quello di cui ha bisogno senza sapere che lo stesse cercando!
Faro nell’oceano. Spaccio di prodotti artigianali rari. Processo per osmosi. Placenta che custodisce embrioni di idee. Quante metafore servono per descrivere un’utopia? Se si tratta di Scanner, ci è bastato respirarne l’atmosfera per capire che, fuor di metafora, è una realtà pazzesca.
 
 
Illustrator /// Gianfranco Cioffi
Photographer /// Aurora Camaiani
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