Alice Pasquini | Interview

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Alice Pasquini | Interview

Su Creazina.it vi avevamo già parlato di Alice Pasquini, talentuosa street artist che ci ha conquistato fin da subito. Reduce dalla mostra allo spazio espositivo 999Contemporary di Roma, noi le abbiamo fatto qualche domanda
 
Sei tra le più importanti street artist internazionali, raccontaci, come sono stati gli inizi, le difficoltà, quanto ha inciso l'essere donna?
Sono cresciuta negli anni '90 con la cultura hip hop e la mia eroina dei fumetti si chiamava Sprayliz (disegnata da Luca Enoch), una ragazza che faceva incredibili graffiti politici nella notte. Più tardi mi sono avvicinata al mondo della street art inizialmente attraverso i poster portando i miei "comics" nelle strade: bambine impertinenti, donne forti, curiose, indipendenti, il contrario dei cliché che ci propone la società e la noiosa visione prettamente sessuale usata anche da un certo mondo dei graffiti.

La maggior parte dei tuoi soggetti sono donne, come mai questa scelta?
Sono spesso infastidita dagli stereotipi femminili di donne intese come oggetti sessuali o eroine dei cartoni animati. Come artista e donna sono interessata a rappresentare modelli lontani da questi cliché. Tutto il mio lavoro è dalla parte delle ragazze e racconta di persone vere, reali, donne forti, ma anche sognatrici, fragili, indipendenti a volte sole.In generale, sono interessata alla rappresentazione dei sentimenti umani. In un mondo colmo di cinismo, rabbia, o di forti dichiarazioni politiche, il mio lavoro mostra spesso atti di amore, di speranza e affetto.

Oltre il nome, cosa condividi con l'Alice di Carroll?
Sono in ritardo! In arciritardissimo!

La strada oltre ad essere uno spazio ricco di possibilità è anche pieno di limitazioni e "illegalità" come ci si svincola da questi intoppi? E' reale l'immagine che si ha dello street artist che lavora nella notte con fare fuggiasco?
Ho deciso di firmare con il mio vero nome, allo stesso modo in cui ho deciso di dipingere durante il giorno o presentarmi a volto scoperto. Considero ciò che dipingo più vicino all’arte che al vandalismo e trovo stupida una società che spende tempo ed energia nella lotta ai graffiti. Mi prendo i miei rischi fa parte del gioco e della ‘rivoluzione’. Per me l’arte in strada dovrebbe essere sempre illegale, contestuale, e figlia del suo tempo.

Spray, pennarelli, colori...ma com'è il tuo rapporto con il make-up?
Inesitente

Sono solita chiedere cosa ci sia sulla scrivania di ogni artista, a te invece chiedo cosa c'è nel tuo zainetto?
Sketchbook, pennarelli, penna bic, uniposca e spray.

Com'è per un'artista di strada essere in mostra in una galleria?
In strada la creatività è influenzata da molteplici cose: la luce e i colori dell’ambiente circostante (ed è anche per questo che dipingo di giorno), la gente che passa e reagisce, la superficie vulnerabile dell’opera e la spontaneità assoluta del segno (dovuta alla necessaria rapidità dell’azione). Tutto questo non avviene tra le pareti della galleria. La galleria è per me uno spazio più intimo. Un luogo dove sviluppare un discorso differente. Per la mia ultima mostra ho realizzato una grande casa delle bambole con materiali trovati sulla strada. Mi sono divertita moltissimo.

Hai viaggiato tantissimo, Marocco Australia, Norvegia, Russia, solo per citare qualcuna delle mete che hai toccato, cosa ti hanno lasciato queste esperienze? Ti andrebbe di raccontarci qualche avventura straniera che ricordi con piacere?
Per strada ti ritrovi spesso in situazioni esilaranti e sono moltissimi gli episodi incredibili con la polizia o i cittadini. Tuttavia l’esperienza migliore è incontrare sulla strada l'amore.

Ora sei in Italia, pensi di restare o la tua valigia è già pronta?
Non resto mai troppo a lungo nello stesso posto. La mia valigia è sempre pronta sotto al letto.

Hai lavorato su ogni tipo di superfice dalla carta alle pareti di unaroulotte. C'è un sogno ancora inrealizzato relativamente all'eventuale"location" di un tuo prossimo lavoro?
Il luogo dove dipingere è sempre quello incontrato nel mio percorso urbano, è il modo di attraversare una metropoli (come lasciare briciole sul percorso) Non importa se in centro o in periferia. Il tracciato dei miei disegni è la mia mappa personale della città.  Sono i luoghi dove passo, dove lascio un pezzo della mia vita e il bello è che non finisce lì, quel segno continua a vivere e mutare con la città una volta che lo lascio alle mie spalle.
 
 
 
Writer /// Cristina Pasquale
Graphic Designer /// Claudia Bessi
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