CLET | impressione d’arte urbana

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CLET | impressione d’arte urbana

La costante degli ultimi mesi della mia vita è la fretta. Non so perché ma sono sempre di corsa. Continuamente dietro a qualche autobus che arriva troppo presto mentre qualche sadico automobilista mi lascia nel dubbio della sua frenata che, puntualmente, arriverà, troppo tardi. L’aria mi riempie i polmoni, la fronte s’imperla di goccioline di sudore e le gote si colorano di rosa: vivo una Firenze di sfuggita. Però c’è una regola fissa nella distrazione che mi accompagna, e cioè che quando mi riposo dall’affanno, il mio sguardo si posa sempre su cose interessanti. Interessanti come le istallazione urbane di Clet Abraham, più semplicemente noto col nome di Clet. L’artista, votato alla poliedricità in quanto anche pittore e scultore, bretone d’origine e fiorentino d’adozione, mette a disposizione di tutti la sua arte. Le sue opere sono versatili e sottoposte ai più disparati giudizi. A Firenze per esempio la segnaletica verticale non è mai stata così ironica e dissacrante come mostrano oggi le invasioni urbane proposte da Clet, non esenti da sanzioni, chiaro. Si tratta di un’arte che non sporca, che non deprezza  il contesto, ma lo rivaluta e lo abbellisce. E soprattutto lascia sbocciare riflessioni e strappa volentieri sorrisi a chiunque si fermi a guardare. Provocatorie, stravaganti e capaci di incuriosire. Le applicazioni di Clet hanno anche il pregio di essere completamente removibili e a costo zero. Da Parigi, a Milano, passando per Valencia, Torino l’obiettivo è sempre lo stesso: liberarsi dalle barriere, più mentali che fisiche. Un invito all’autoironia, a prendersi poco sul serio, a lasciarsi coinvolgere insomma. Il panorama urbano si popola di omini stilizzati in pose divertenti e originali. Sfidano la monotonia quotidiana, slacciano le cinghie della banalità e aprono le porte dell’immaginazione: un divieto d’accesso letteralmente segato in due, un cuore infranto dalla freccia della direzione unica, una Pietà sotto la croce trasformata di una strada senza uscita. Clet si confronta e sfida la città culla di ricchezze artistiche, regala occhi nuovi alla gente e fa guardare loro la quotidianità secondo una prospettiva diversa. La sua arte è fuori dagli schemi, non si può imbrigliare o classificare. Così come dovrebbe essere la libertà di pensiero, libera da convenzioni o regola imposte da altri. Non esistono divieti, obblighi, censure per chi crea. Quindi, lontani dalla noia e dai perbenismi giornalieri, fermi a un semaforo, prendete un vicolo, voltate l’angolo, attraversate un incrocio, passate sotto un ponte. Capita anche alle più distratte come me. Basterà guardare un cartello stradale, che non è il solito, per dimenticare le complicazioni della vita reale. Sorridere e ripartire.
 
Writer /// Valentina Messina
 
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