CRAC | Centro di ricerca per le arti contemporanee

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CRAC | Centro di ricerca per le arti contemporanee

Eh sì, proprio come un suono onomatopeico che descrive un rumore secco e improvviso di qualcosa che crolla, si spezza, si frantuma, così mi sono imbattuta in CRAC, il Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee che è stato inaugurato a Lamezia Terme, provincia di Catanzaro, poco meno di un mese fa.  Per la prima volta sono contenta di scrivere di una realtà molto vicina alla mia, non solo culturalmente ma anche geograficamente parlando, perché CRAC rappresenta una svolta, una boccata di bellezza, di speranza ma soprattutto di rinascita culturale.
 
 
Ma di che si tratta?. E' una realtà in movimento, uno spiraglio di innovazione in un territorio –quello calabrese- il più delle volte lasciato in penombra e non coinvolto negli ambienti artistici che invece coinvolgono il resto del Paese. “C.R.A.C nasce come luogo di ricerca, creazione e sperimentazione delle arti contemporanee quali performing art, teatro, danza, architettura, musica, visual arts e scrittura. Una realtà che mira a sostenere la nuova generazione di artisti italiani, e di giovani che vogliono acquisire i mezzi espressivi per poter sviluppare propri progetti, creando un ponte diretto con le altre realtà esistenti in Italia e all’estero”.

Inoltre CRAC vuole essere una piattaforma all’interno di una rete internazionale che mira soprattutto a valorizzare giovani artisti, tenendo sempre presente l’obiettivo di informare/stimolare un pubblico che ha sempre più voglia di imparare, di conoscere, di tenersi aggiornato e sperimentare il più possibile.
 
 
Per l’occasione ho fatto due chiacchiere con Nicoletta Grasso, la giovane fondatrice del progetto.
  • Nicoletta, parlaci un po’ di te, qual è la tua storia?
    Dunque mi chiamo Nicoletta Grasso, lavoro nel campo delle arti visive e del teatro di ricerca con un progetto che si chiama Three minutes ago. Sono nata a Lamezia Terme, ho 31 anni e fino a 18 anni sono rimasta qui in Calabria. Dopo il liceo classico sono partita per l'Università. Mi sono laureata al Dams di Roma Tre nel 2006. Subito dopo la laurea il mio prof della specialistica, Raimondo Guarino, mi ha spedita in Brasile con una compagnia teatrale, il Teatro Potlach, al quale sono molto legata: lì la missione era fare una sorta di reportage durante una loro tournée. Al rientro dal Brasile, dopo una settimana, sono ripartita per l'India e ci sono rimasta per più di 3 mesi: bellissimo periodo. Per due mesi ho studiato arti marziali, danza gotipua, canti Baul e danza Chau con i Milon Mèla. Mi sentivo una specie di Super Sayan.
  • Wow, questa pausa fa pensare molto al periodo di riflessione stile mangia prega ama, poi cosa è cambiato?
    Ritornata in Italia ho iniziato a lavorare con Il Teatro Potlach fino al gennaio 2009, tre anni facendo parte della compagnia sia come attrice che come aiuto tecnico. Ho lavorato in più spettacoli della compagnia e fatto molte tournée in Messico, Brasile e in Europa. Per tre anni ho abitato in un castello, a Fara Sabina che è la location del Potlach dal 1976!. Non avevo molti contatti con il mondo esterno, lavoravo e basta. Si partiva dalla mattina con il training fisico e vocale, poi con strumenti musicali, lavoro anche di organizzazione nel pomeriggio. Devo dire che ho imparato tantissimo li, nonostante l'estrema disciplina che a volte mi mandava in crisi, ma ho avuto tanto, sia artisticamente che umanamente e li ringrazierò sempre per questo. Nel 2009 mi è improvvisamente venuta voglia di tornare in città in mezzo alla gente e sono ritornata a Roma. Da lì a poco ho formato il progetto di ricerca teatrale Three minutes ago in cui collaboravo e collaboro tuttora con vari artisti (Quiet ensemble, Luna Paese, Riccardo Altieri, Marco Cinque, Kaeba). Nel 2010 ho formato insieme a Alessandro Panzetti, Bernardo Vercelli, Enrico Ticconi, Fabio di Salvo e Ginevra Panzetti, Il Pagliaio, un centro di ricerca e sperimentazione delle arti contemporanee che si trova a Roma in Via di Selva Candida 311b: base operativa per le prove, organizzazione di laboratori/workshop ed eventi ed un pezzo di cuore che sta crescendo sempre di più.
  • Ma veniamo a noi, come nasce CRAC?
    A partire da dicembre 2012 ho iniziato a tornare sempre più spesso a Lamezia Terme. Mi hanno proposto di dirigere un laboratorio di teatro al quale hanno partecipato dei ragazzi giovanissimi e non avrei mai creduto di trovare delle persone così sensibili e curiose.  Parallelamente mi era venuta la voglia di organizzare un festival di performing arts ed insieme avere uno spazio di lavoro a Lamezia. Insomma volevo ricreare l'atmosfera che avevamo creato a Il Pagliaio.
    Decisi di trovare uno spazio privato per farci uno studio di coworking e l'ho trovato, grazie ad un giovane architetto, Daniele Mazzitelli, proprietario della location, che mi ha offerto di condividere il posto. E da qui nasce Crac. Da qui ho iniziato a coinvolgere prima di tutto gli artisti che conosco personalmente e stimo, cercando di portare qui a Lamezia una realtà che non c'era in qualche modo.
Foto di CRAC Centro di ricerca per le arti contemporanee
 
Nicoletta: una persona, mille passioni, colori, sfaccettature. Dall’arte alla danza, passando per il teatro, Nicoletta è un’anima sempre in movimento che ha viaggiato molto, ha conosciuto posti e persone diverse che l’hanno portata poi alla volontà di realizzare un progetto, di mettere a disposizione una location per artisti che hanno bisogno di un posto per concretizzare delle loro idee, di confrontarsi e creare un dialogo continuo col pubblico. Un desiderio che a partire dalla fine del 2013 ha preso forma, grazie anche all’aiuto di varie persone. Si è concretizzato ed è nato CRAC.
 
 
 
 
 
Writer /// Valentina Messina
 
Photo Editor /// Giulia Venanzi
 

 
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