Cristina Pasquale | Polaroid

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Cristina Pasquale | Polaroid

Caricatura di @Gianfranco Cioffi
 
  • Nome, ruolo in creazina e cosa rispondevi quando ti chiedevano cosa avresti fatto da grande?
    Cristina, prendo tanti caffè virtuali con gente parecchio brava e si, lo confesso, da piccola il mio sogno era lavorare alle poste.
  • Se dovessi raccontarti in tre oggetti che possiedi, quali sceglieresti?
    La mia agendina, ci scrivo e scarabocchio tutto perché sono una smemorata, eppoi adoro i to do list e ogni pagina bianca è l’occasione giusta per scrivere una lista di cose da fare o schizzare al volo un’idea da realizzare. Le maglie a righe, benchè io non le cerchi e non le compri ne ho il guardaroba pieno. Il mio ormai quasi defunto trolley, sono diventata abilissima a organizzare una partenza e non dimenticare nulla, in meno di 15 minuti.
  • Di cosa ti occupi attualmente e come sei finito in Creazina.
    Attualemente…boh, ma diciamo che nei progetti c’è quello di diventare una brava graphic designer, che sappia illustrare male quello che le passa per la testa e visualizzare bene dati per realizzare infografiche. Creazina mi dà la possibilità di chiedere a chi c’è l’ha fatta, o ce la sta facendo consigli utili ma anche semplici espedienti che mi motivano e mi danno la carica giusta per pensare positivo, ah dimenticavo, ci sono finita per caso.
  • Le cose che ti piace fare di più e che “riempiono” il tuo tempo “libero”.
    Disegnare cose brutte sui quaderni, provare a scattare foto analogiche, fare timbrini, guardare film sconosciuti, progettare viaggi con Camillo e cercare di abbassare la pila di cose da leggere sul comodino.
  • Se Cristina fosse un dolce... un pantone... un disco?
    Una camilla: arancione e morbida; difficile ma forse un Turquoise; vorrei essere l’intera discografia dei Negazione, ma purtroppo assomiglio di più a una compilation dello zecchino d’oro.
  • Questa mini rubrica si chiama polaroid, immagina che stessi per scattartene una, dove vorresti essere e con chi.
    Vorrei che fosse una di quelle foto banali che si fanno sulla porta di casa il primo giorno che ci si va a vivere, significherebbe…tante cose.
 
 
Writer /// Cristina Pasquale
Illustrator / cover /// Gerardo Lisanti
Illustrator / caricatura /// Gianfranco Cioffi
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