Design with a View 2013 | Think Benci

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Design with a View 2013 | Think Benci

In occasione del festival Design with a View, di cui presto avrete un gustosissimo reportage, vi proponiamo un'intervista alle organizzatrici, Think Benci.
 
Think Benci è un collettivo creativo composto da Anna Maggi, Caterina Zanasi, Annalisa D’Urbano e Irene Borsotti. Le quattro Think Bencine provenienti dal mondo del design, della comunicazione e del marketing, hanno costituito questo collettivo lo scorso anno, e da allora lavorano alla Pensione Bencistà a progetti di residence che vedono protagonisti creativi, designers, artisti italiani ed internazionali.
Culmine del loro progetto è il festival Design with a view, alla sua seconda edizione, che ospita i lavori di tesi del Master in Communication Design del Central Saint Martins di Londra.
  • Partiamo dalle origini! Leggo sulla vostra bio che Think Benci nasce da una tesi di master per la Central Saint Martins, cosa ti ha spinto a tirare in ballo la Pensione?

    Anna Maggi: Sì, Think Benci è stato il mio progetto di tesi durante il Master in Communication Design al CSM. L’idea è stata quella di realizzare un progetto  in cui tradurre i valori e la tradizione culturale della Pensione Bencistà in forma contemporanea, attraverso il design. Da secoli Bencistà èpunto di incontro e di ritrovo di artisiti ed intellettuali da tutto il mondo,uno tra tanti il fotografo Henri Cartier Bresson. Mio desiderio era ed è continuare questa tradizione innovandola, coinvolgendo giovani pensatori e creativi. Così ho deciso di passare dalla teoria alla pratica contattando Caterina Zanasi, Annalisa D’Urbano e Irene Borsotti.

  • Descrivete ai nostri lettori l'atmofera dei luoghi dove lavorate, come vi ispirano?
    Irene Borsotti: Vista idilliaca su Firenze. Dalla terrazza del glicine il panorama a Firenze lascia senza fiato. Think Benci si riunisce periodicamente alla Pensione Bencistà, dove Caterina da Bologna e Annalisa da Roma ci raggiungono per confronti, programmazioni e incontri che durano anche tutto il giorno, saltano fuori idee e progetti nuovi.
  • Vedo che collaborate con artisti provenienti da diverse discipline, come la danza. Qual'è il filo conduttore che lega diverse eterogeneità in un unico progetto?
    Caterina Zanasi: Quello che accomuna tutti i progetti che abbiamo fino ad ora sviluppato non è solo il territorio di ricerca. Bencistà è il laboratorio dove mettiamo alla prova creativi e designers  a riflettere e a produrre qualcosa di innovativo. Gli illustratori, ballerine, designers  con cui collaboriamo sono invitati a seguire una metodologia di ricerca, da noi proposta. Filo rosso è una DESIGN QUESTION alla quale lo stesso progetto diventa una risposta.  Tutto ha inizio da un punto interrogativo, che non ambisce ad una soluzione, quanto bensì ad una proposta, risposta tutta personale. Esempio? Per Shhhout IN dance performance  frutto della residence a Bencistà di Rachele Rapisardi e Ivey Wawn lo scorso novembre, la design question è stata: “Come le cuffie possono alterare la percezione della realtà circostante?” A partire da qui le due ballerine hanno portato avanti una riflessione sulla possibilità di sperimentare movimento e suono in uno stato di presenza e assenza, creato dall’introduzione delle cuffie. L’intento di questa collaborazione è stato verificare il risultato dell’applicazione di un criterio di ricerca tipico del communication design ad una disciplina come la danza.

  • Siete alla seconda edizione del Design with a View,  come è stato l'impatto con i visitatori dell'anno scorso? Cosa proponete questa volta?
    Annalisa D’Urbano: La prima edizione di Design with a view è stata una grande scommessa. Un collettivo creativo appena nato – Think Benci – ha l’onore di organizzare un festival che vede protagonista una delle più importanti istituzioni del design. Potete immaginare quanto questo abbia potuto creare curiosità e interesse nel mondo del disegno! Lo scorso anno ci siamo trovate ad interagire con un pubblico di esperti e professionisti della comunicazione, che con entusiasmo ha risposto alla nostra iniziativa, confermando la brama di confronto con realtà internazionali su tematiche di ricerca comuni. La grande soddisfazione è stata riscontrare tra i partecipanti (sia conferenzieri che pubblico) la convalida di Design with a view a simposio della creatività, un appuntamento imperdibile e una risposta ad una vera e propria necessità: l’incontro e lo scambio interculturale al fine di ampliare orizzonti e dischiudere nuove prospettive nel campo del design.

    Irene Borsotti: L’orientamento macroscopico e globale dei temi trattati durante la prima edizione si evolve quest’anno in un approccio intimista e locale. La dimensione dell’individuo, in relazione con la comunità, diventa oggetto di un’analisi il cui punto di partenza è circoscritto nel proprio universo esperienziale, il cui obiettivo tuttavia é trovare soluzioni capaci di espandersi in maniera capillare nella società. Tra i 13 lavori esposti nella mostra allestita tra le stanze della Pensione Bencistà, riflessioni che spaziano da come "raccontare storie"  può responsabilizzare politicamente i bambini dell'Honk Kong post-coloniale; come creare attraverso il graphic design un senso di legame ed appartenenza ad uno spazio pubblico; come  incoraggiare le persone, attraverso il Communication Design, a rivalutare oggetti domestici non più utilizzati;come le emozioni possono essere comunicate attraverso il design;come i processi open-ended possono arricchire l’approccio al communication design, e molto di più.
  • Qual'è stato il momento più bello dell'evento?
    Anna Maggi: Riscontrare l’effettivo incontro professionale tra docenti ed esperti italiani e studenti del Central Saint Martins, che grazie al un clima creato da Think Benci hanno dato inizio (durante lo stesso festival) a delle collaborazioni. Esempio di questo successo è testimonianza la cooperazione tra Luca Rosati – docente di architettura dell’informazione all’Università di Perugia – e Olga Surawska, studentessa del Master in Communication Design che ha presentato la sua ricerca e proposto un workshops sull’applicazione delle strutture poetiche nell’ambito del wayfinding.

    Annalisa D’Urbano: Design with a view 2012 è stato il clima di un anno all’insegna della progettazione e della ricerca, per rendere Think Benci realtà. Ognuna di noi ha contribuito apportando la propria professionalità e creatività per il successo di una idea. Il momento più bello per me è stato l’inizio del festival, il momento inaugurale quando effettivamente mi sono accorta che ce l’avevamo fatta. Ragazze che riuniscono in un luogo meraviglioso professionisti del design e della comunicazione,  provenienti da culture diverse e lontane, per favorire scambio di opinioni, idee e per attivare collaborazioni, networks al fine di contaminare una disciplina con l’altra, visioni ed esplorare nuovi orizzonti di studio.
  • Convincete i nostri lettori a partecipare!
    Anna Maggi: 1) Passare tre giorni immersi in una location da favola, tra le colline toscane, in un luogo come Bencistà ricco di storia e tradizione che per questa occasione diventano scenografia di un appuntamento imperdibile.
    Caterina Zanasi: 2) Venire a contatto con i ragazzi e i docenti del Central Saint Martins di Londra, e le loro ricerche frutto di una profonda riflessione sulle trasformazioni che vive la nostra società.

    Irene Borsotti: 3) Conoscere dal vivo una Firenze attiva, dinamica e creativa.

    Annalisa D’Urbano: 4) Design with a view è l’esempio di come una visione possa contribuire a rendere migliore la società che viviamo. Chi partecipa avrà l’opportunità di toccare con mano una realtà che vuole accelerare il cambiamento sociale attraverso il design, favorendo incontro, scambio e progettualità.

Writer /// Mario Alessiani
 
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