E.Claypool | Beyond My Shadow

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E.Claypool | Beyond My Shadow

In un celebre film cult ambientato a Berlino, un padre è esasperato da un figlio che non riesce a comprendere, e lo accusa di non credere in niente. Riceve una risposta molto chiara: “Lui una fede ce l’ha, lui crede nella musica”. Bene, per presentare Stefano Aimola , talentuoso producer al suo primo album,  basta la stessa frase: lui crede nella musica. “Beyond My Shadow rappresenta la consapevolezza del vivere ai margini. Le retrovie. I colori filtrati dai neon, il sole nel cuore della notte. Il buio alleato.”

Tutti gli aficionados dell’elettronica ascoltando il tuo album si ritroveranno un sound incredibilmente originale rispetto alla roba che si ascolta in giro. Da dove viene il particolare suono di Beyond My Shadow?
In realtà è solo il mio modo di raccontare la vita quotidiana di una particolare fase della mia vita, che è iniziata quando sono andato via da Pescara per arrivare a Roma, e che tra mille storie mi ha portato spesso a viaggiare in giro per l’Italia. Con la mia musica cerco di trasmettere quello che ho assorbito, visto da angolazioni diverse.  E questo è anche il senso della copertina che abbiamo dato all’album. Mi ritengo un osservatore marginale, e attraverso la musica restituisco tutto come se fosse filtrato.

Beyond My Shadow è un trip altalenante tra archi armonici e suoni più prettamente techno, e si conclude con “05.09” che sa di serenità. Ci spieghi come hai vissuto questo percorso?
Ogni traccia rappresenta una tappa, un periodo piuttosto ampio.  Ognuna racconta una storia, ed è stato un percorso a volte più duro, altre volte più lineare. Ogni singolo passo del mio cammino l’ho messo lì dentro, e 05.09 rappresenta un po’ la meta, il punto di arrivo che si è concretizzato con la pubblicazione dell’album da parte della 103 Edizioni Musicali.

Non posso non chiedertelo. Che ti è passato per la testa quando hai visto per la prima volta la tua musica su siti come iTunes e Amazon?
Che la sofferenza dell’attesa è finita, prima di tutto! E comunque la realizzazione di aver visto il frutto del mio lavoro concretizzarsi. Veramente impagabile.

Non nego che a mio modesto parere il disco è mostruoso. Come lo nutri il “mostro” che ti porti dentro, il tuo lato più creativo?
In primis con mostri veri come Paul Kalkbrenner,  Apparat e tutta sta gente che partendo da Berlino ha fatto la storia della club culture nel mondo. In determinati momenti del mio percorso sono state importanti anche le musiche di Ennio Morricone, ed in generale ho ascoltato di tutto, anche il gospel!

Per arrivare a questo step di gente ne avrai incontrata tanta. Il tuo mondo è un mare pieno di piranha e non sempre è il talento ad essere premiato. Chi è stato veramente importante per aiutarti ad emergere da quell’abisso?
Direi esclusivamente la Claypool’s Family, la mia “crew”. Siamo prima di tutto 4 ragazzi uniti dall’amicizia, io e Pneich (l’altro dj della Claypool) suonavamo in cameretta senza immaginare minimamente tutto questo. Poi i gusti musicali tra di noi si sono avvicinati e quasi per caso abbiamo cominciato ad inserirci nel mondo delle organizzazioni, dai centri sociali ai club. Sono arrivate le prime date e sostenendoci l’uno con l’altro siamo riusciti ad avere risultati significativi. Ora stiamo per diventare una piccola società, la Claypool’s Lab, vogliamo continuare a darci dentro ed aiutare ragazzi come noi ad emergere.

Tornando al mostro Kalkbrenner, lui ha abbandonato la sua etichetta per gestire da sé musica e show. Ora, visto che a lui ti sei ispirato tanto, dove vuoi arrivare?
Per ora sinceramente guardo al futuro più immediato. Con la Claypool’s siamo stati invitati al Kazantip Festival in Portogallo, uno dei più devastanti al mondo, e finalmente avremo l’occasione di proporci al pubblico europeo. Per il resto mi sto concentrando su un progetto abbastanza impegnativo, è un Live Set ispirato a Beyond My Shadow.

E l’obiettivo finale qual è?
Portarlo in tour e spaccare i culi!
 
 
 
 
 
Writer /// Davide Azzarello
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