Filippo Perin aka Phil Toys | Paperair

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Filippo Perin aka Phil Toys | Paperair

Non è da tutti riuscire a lavorare la carta come fosse creta, trattarla con la stessa cura, eppure raccontarla come fosse un gioco, facendoci venire voglia di metterci un po’ le mani anche noi, e poi venga come venga. Non è da tutti riuscire a mettere questo talento in un progetto che ha tutte le carte in regola per essere l’inizio di un viaggio davvero intenso, fatto di ispirazioni incrociate e un motore robusto di bellezza. Chi ce l’ha fatta è Filippo Perin aka Phil Toys, paper designer di fama internazionale, che in collaborazione con il graphic designer Federico Giuliani ha messo in piedi Paperair: 25 sneakers per 25 illustratori. Il 7 Aprile le sneakers di carta si sono mimetizzate con quelle reali nello store PAR 5, in Corso di Porta Ticinese 15 a Milano.
Ci siamo fatti spiegare tutto direttamente da Phil, e tra una chiacchiera e l’altra abbiamo provato a conoscerlo un po’ meglio.
 
  • Partiamo innanzitutto da Paperair. Tutto ha inizio da un template che hai realizzato prendendo ispirazione da un’icona del mondo delle Sneakers e che hai affidato a 25 illustratori affinchè lo reinterpretassero con il loro stile. Da dove nasce l’idea?
    L’idea è nata per caso. Stavo lavorando ad un altro progetto con Federico Giuliani da proporre a Fancy.  Intanto mi sono inventato questo Template ispirato ad un’icona ma anche alla mia scarpa preferita,  così è nato questo desgin che da subito è piaciuto anche a Fede che ne voleva fare un Custom. Allora mi sono chiesto cosa sarebbe stato se oltre a federico l’avessero customizzata alcuni degli Illustratori Italiani più famosi e così sono andato in giro a proporre il progetto e tac, è nato PAPERAIR.
  • Francesco Poroli, Ale Giorgini, Mauro Gatti, Gloria Pizzilli, Jacopo Rosati, Stefano Colferai, Marco Goran Romano, Stefano Marra.. Sono solo alcuni degli illustratori che hai coinvolto e sono insieme agli altri tutti nomi di spicco nel panorama dell’illustrazione italiana. Possiamo solo immaginare quanti stimoli possa dare un gruppo di  lavoro così.. Prova a raccontarcelo.
    La cosa favolosa è che hanno accettato quasi tutti a scatola chiusa, alcuni ne sono rimasti fuori perché scettici o semplicemente perché troppo impegnati . Ad ogni modo avevo già raccolto abbastanza adesioni per permettermi di proporre il progetto a Par5 che mi ha concesso il suo spazio per esporle. E’ stato da subito un progetto coinvolgente , tutti hanno dimostrato serietà e ho capito da subito con chi stavo lavorando. Gli stimoli non mancano mai, specialmente quando si lavora con creativi del loro calibro ma la cosa interessante è stato vedere come ognuno di loro si è approcciato al mio Template. Sapevo non sarebbe stato facile per alcuni di loro ma devo dire che hanno interpretato alla perfezione quella che era l’idea del progetto e quindi hanno abbinato i loro stili ad una forma totalmente estranea ai loro soliti standard. Ho tratto alcuni insegnamenti dal loro modo di lavorare e spero di poter attingere ancora a queste fonti perché non si smette mai di imparare. E’ stato un onore per me!
  • Paperair ha, tra i vari obiettivi, anche quello di raccontare la tua arte, il mondo del paper design che in Italia non  è ancora molto conosciuto. Cosa vuol dire essere paper designer nel nostro paese?
    Beh, essere paper designer, almeno per come lo sono io, è ancora dura e difficile. Sto lavorando sodo e ora comincio a vedere dei frutti, anche se pochi. Questo modo di pensare l’arte e il design non è ancora ben capito secondo me, io poi mi approccio a questo mondo da autodidatta e con filosofia artistica piuttosto che commerciale. Devo ammettere che questa esperienza con PAPERAIR rivelerà i pregi e i difetti del mio lavoro e so che mi servirà per crescere e poter, ogni volta, elaborare al meglio le mie idee con uno schema più preciso e organizzare al meglio il mio lavoro come paper designer.
 
  • Quando hai capito che la tua passione per la carta sarebbe diventato un mestiere?
    Mestiere? No no, io purtroppo ho un altro lavoro che mi dà da mangiare! Sono agente di commercio da circa 7 anni nel campo dell’edilizia e ammetto che non è certo un periodo felice. E’ molto dura e tante volte perdi ogni stimolo. Per fortuna ci sono i toys e la mia passione per la carta che mi danno le soddisfazioni che mi mancano, passioni che sto coltivando per poterle trasformare in un lavoro. Temo che la strada sarà lunga per coronare il sogno ma io non demordo e vado avanti.
  • Da dove trai l’ispirazione?
    L’ispirazione arriva ogni giorno, da ciò che faccio, da ciò che vedo, dalle persone con cui parlo, dagli argomenti che tratto nelle chiacchierate con gli amici e non, dalla tv, dai libri, dagli approfondimenti che faccio su argomenti più svariati, dalla musica, dall’arte, da altri artisti. Ma soprattutto dal silenzio, dallo stare solo, dal pensare. Non faccio altro che selezionare argomenti interessanti ( per me ovviamente ), annotarli nella mia memoria, elaborarli e tirarli fuori dal cassetto quando la situazione lo permette o lo richiede. Ho un approccio naturale a mio avviso. Credo dovrebbero averlo tutti nei confronti della vita, specialmente se si sente una spinta creativa.
  • Vanti delle collaborazioni davvero importanti,tra cui  per esempio quella con Simone Legno di TokiDoki. Come vi siete conosciuti?
    Io e Simone ci siamo conosciuti perché volevo conoscerlo assolutamente. L’ho contattato quando ero alle prime armi, ma avevo prodotto già molti toys e collaborato con altri artisti , perlopiù stranieri. Gli ho chiesto se voleva cutomizzare uno dei miei personaggi e dopo pochi giorni mi ha risposto che l’avrebbe fatto volentieri ma che sarebbe stata la sua ultima collaborazione prima che TOKIDOKI diventasse un’azienda vera e propria. Lo ammiro molto per come ha gestito il suo lavoro e dove è riuscito a portare la sua arte. Ho anche avuto la fortuna di incontrarlo a Tokyo nel 2007 , casualmente camminavo per Shynjuku quando lo vedo passare con la sua fidanzata, mi sbraccio, mi avvicino e mi presento . Lui si è ricordato subito della nostra collaborazione e abbiamo incominciato a chiacchierare finchè non siamo finiti ad un Kombini per bere qualcosa. Mi ricordo che lo stesso giorno, la sera stessa, ci siamo ritrovati a Shibuya. Per me è stato incredibile. Due volte, lo stesso giorno in una delle Metropoli più grandi del pianeta. Mi ritengo fortunato. E’ stato emozionante e mi ha dato una spinta nel fare al meglio le mie cose.
  • I tuoi paper toys sono conosciuti a livello internazionale. Qual è quello a cui sei più legato e quello che invece hai in testa da un po’ ma non sei ancora riuscito a fare?
    Ne ho fatti tanti ma il toy a cui sono più legato non esiste ancora. Nel senso che tutto ciò che faccio ha la stessa importanza. Sono affezionato ad ogni cosa che creo, anche un semplice cubo, perché è opera mia. L’ho pensato e costruito. Ne vado molto orgoglioso. Molti vedono puerilità in ciò che faccio ma io lo trovo emozionante e maturo. Un attento osservatore, se guardasse ai miei toys con occhio critico, noterebbe subito la crescita e il percorso che ho fatto e non lo schernirebbe. La mia arte è frutto di una crescita, anche interiore. Soprattutto interiore. Mi chiedi se ho un toy in testa da dover ancora realizzare? Ammetto di averci pensato ma no, non ne ho uno. Ne ho milioni, li vedo ovunque. Qui tornerei a ripetere quello che ti ho risposto in merito alla mia ispirazione. La mia mente elabora costantemente, spesso prima di addormentarmi spengo la luce, abbraccio il cuscino e elaboro forme con la mente e penso a nuovi progetti e a dove potrei spingermi.
  • L'esposizione partecipa alla settimana del Salone del Mobile a Milano, che offre occasioni per incontrare artisti e conoscere realtà interessanti. Quale altro evento ti sei segnato sull’agenda.
    Mi sono segnato il Back2Back promosso dai ragazzi di PICAME. Credo sia l’evento più interessante per toccare con mano il mondo dell’Illustrazione, del design, dell’arte e chi più ne ha più ne metta! Inoltre sarò presente anche io perché verrà esposto un lavoro appena concluso con Algida realizzato sempre con l’aiuto del team PICAME. Sono eccitato all’idea e speranzoso di poter allacciare importanti rapporti di collaborazione.
  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
    I miei progetti? Vivere una vita serena e felice, con la donna che amo, fare una famiglia e potermi comprare una casa senza trascurare la mia creatività, e spero vivamente che, per allora, sia diventata parte integrante della mia vita e mi permetta di guadagnare abbastanza  per mantenere una famiglia.

    Voglio solo ringraziare tutti gli artisti e creativi che hanno creduto in me per il progetto PAPERAIR e a cui devo molto, nella speranza che non finisca tutto qui ma che possano sbocciare nuove occasioni collaborazione e solidi legami di amicizia. ONE LOVE.

 
Artisti:
Ale Giorgini, Mauro Gatti, Francesco Poroli, Nicola Ferrarese, Gloria Pizzilli, Panfilia Iannarone, Jacopo Rosati, Stefano Colferai, Marco Goran Romano, Fabio Marangoni, Matteo Cuccato, Federico Giuliani, Rubens Cantuni, Alberto Corradi, Marika Zottino, Onibaka, Rita Petruccioli, No Curves, Stefano Marra, Oscar Diodoro, David Sossella, Fonzy Nils, Lucia Fioretti, Tram, Davide Barco, Andrea Bax oltre allo stesso Phil Toys.
 
 
Writer /// Stefania Maffei
Graphic Designer /// Gerardo Lisanti
Photographer /// Lisa Boccaccio
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