Giuseppe La Spada, la poesia del web

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Giuseppe La Spada, la poesia del web

Artista digitale di fama mondiale, unico italiano ad aver vinto i webby awards, gli oscar di internet, fotografo, video artista, web designer, studente Ied annata 2001. Parliamo di Giuseppe La Spada, poliedrico giovane artista che è partito da giurisprudenza a Palermo ed è arrivato a suonare con Sakamoto al World Trade Center.

Il suo percorso professionale si muove parallelamente ad un determinato sentiero esistenziale, un esempio per tutti gli artisti e i designer in erba che hanno voglia di uscire allo scoperto. La sua vita sembra suggerire a chiunque, la ricerca della propria strada, del proprio ruolo nella collettività. L’onestà con sé stessi per comprendere la propria reale passione, per poi andare fino in fondo con essa attraverso la forza di volontà e raggiungere inevitabilmente l’affermazione personale.

Come in ogni piccolo successo tutto ha inizio da un conflitto e da una piccola esigenza di riscatto. All’età di 25 anni infatti lascia l’amata Sicilia e l’odiata facoltà di giurisprudenza contro il volere della famiglia, per inseguire la propria passione iscrivendosi allo Ied di Roma. Subito si distingue per le sue doti e per la sua voglia di fare, e spesso parallelamente al percorso scolastico manda avanti suoi progetti personali. Già dai primi lavori si nota subito la sua lungimiranza e il suo tocco, con siti molto leggeri, puliti, geometrici, realizzati in grafica vettoriale dato che all’epoca non esisteva la banda larga, ma non per questo innovativi e complessi nella loro usabilità, votati a quella interattività che sarà il filo conduttore di tutti i suoi lavori futuri.

Una volta diplomato a pieni voti, la sua carriera sarà in perenne ascesa, seguendo un percorso lineare seppur fatto di molteplici bivi. Passa subito dal banco alla cattedra e insegna web design alla sede di via Alcamo, dopo due anni lascia l’insegnamento e lavora a diversi siti per grandi marchi come direttore creativo, che gli varranno l’invito a Opera totale 7 come uno dei migliori cinque web designer emergenti italiani.

Un’ulteriore svolta arriva nel 2006, quando avviene l’incontro con il maestro Ryuichi Sakamoto. Il contatto e la seguente collaborazione è nata nella più semplice delle maniere, con una mail. Il musicista stava infatti mandando avanti il progetto Stop Rokkasho, di denuncia al nucleare in Giappone. La Spada ha tentato di contattarlo direttamente via mail sottoponendogli i propri lavori digital artistici. Dopo vari tentativi e alcuni silenzi finalmente Sakamoto li visiona e se ne innamora, dando inizio ad una lunga collaborazione che dura tuttora. Il mono no ware, istallazione video web, è una eco denuncia in quattro fasi, che fonde il linguaggio della contestazione a quello dei siti web e dei videogame e gli è valso il webby award 2006, dove è salito sul palco dei vincitori assieme a personaggi del calibro di David Bowie e Matt Groening.

Da allora il suo percorso professionale vira verso l’arte, abbandona i grandi marchi e i vincoli artistici che ne derivano, dato che il suo nome è divenuto tale da poter scegliere quei clienti che gli garantiscono piena libertà espressiva. Come l’elegante sito realizzato per le cantine Del Bosco, che più che un semplice sito è una vera e propria esperienza telematica sotto il filo conduttore dell’enologia. Parallelamente alla sua attività di web designer, manda avanti progetti di arte “non applicata”, prestando la sua sensibilità videoartistica come vj a vari musicisti, oltre Sakamoto (pochi fortunati hanno potuto vederlo nella bellissima performance a Frascati nel 2008), l’australiano Christian Fennesz e l’islandese Ben Frost, consolidando il suo rapporto con la musica elettronica e sperimentale.

Oltre che le indiscutibili doti artistiche, ciò che colpisce di La Spada, è la poesia, la grande umanità che alle volte lascia intravedere quella fragilità propria di ogni vero artista. Questa sensibilità, quasi femminile, è però accompagnata da una grande consapevolezza del proprio percorso e della propria missione. Uno spiccato spirito d’osservazione sulla realtà, che lo ha portato a vendere bene la sua arte, a capire cosa fosse tendenza per assimilarla, farla propria e riproporla personalizzata. Quindi una strada che parte dalle mode, passa per il mestiere e arriva finalmente all’arte, libera di esprimersi.

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