Intervista a Max Papeschi | il cattivo pop

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Intervista a Max Papeschi | il cattivo pop

Da premettere che a Max Papeschi, il cattivo della pop art, è già stato chiesto tutto, o quasi.
Basta fare una semplicissima ricerca in rete per ricevere risposte a tutto quello che si vuole sapere sull’artista pop, icona degli anni zero e seguenti. Noi, lo abbiamo stuzzicato un po'.
 
Da regista ad artista propriamente detto, per merito di immagini “photoshoppate” passate da una pagina MySpace ad una galleria d’arte: una conversione casuale? qualcosa di premeditato? o il semplice sfogo di una passione?
Il mio approdo al mondo dell’arte in senso stretto è accaduto abbastanza recentemente, e in maniera del tutto casuale:
avevo creato nel 2008 una pagina su Myspace che doveva servire a promuovere uno spettacolo teatrale che stavo scrivendo. Per dare forza alla pagina promozionale avevo realizzato con Photoshop delle immagini che rappresentassero il senso dello spettacolo che stavo scrivendo, una gallerista di Milano mi ha contattato e chiesto di esporle nella sua galleria, ho accettato e da li è cominciata questa nuova avventura.



Cosa hai portato, ammesso che tu lo abbia fatto, dal mondo della regia a quello dell’arte?
Ho portato la mia personale visione delle cose.
In definitiva lo spirito del mio lavoro non è mai cambiato radicalmente nella sostanza ma soltanto nella forma. In tutti questi anni, alla faccia delle teoria di McLuhan, credo di aver cambiato il medium ma non il messaggio.


Hai ucciso la mamma di Bambi e ne hai rappresentato la scena del crimine, hai fatto di Topolino un nazista ed hai messo un mitra nelle mani di Ronald McDonald, quale altra icona emblematica della società contemporanea vuoi distruggere? Se vuoi farci un favore, che ne dici di Winnie The Pooh?
In realtà l’ho già rappresentato come salma di Mao Tse-Tung nel lavoro “ Revolution is Not a Dinner Party”.


Max Papeschi odia tutti.Te la sei presa con i totalitarismi, con la globalizzazione, con le case di moda e persino con le modelle anoressiche.
Mi chiedo: c'è qualche luogo comune che ti piace?
Mi piace in luogo comune che Max Papeschi odi tutti, anche se in realtà non è del tutto vero.


Un artista di un’irriverenza e di una genialità senza pari, ironico e brutale al tempo stesso.
Cosa spera di comunicare Max Papeschi con le sue opere? Vuole veramente solo dirci che il mondo è brutto?
Vuole forse suggerirci una soluzione?

Mi ricordo che solo quindici anni fa si parlava del concetto di “fine della storia”, dopo l’11 settembre, due nuove guerre in medioriente, la spaventosa crisi economica e le recentissime rivolte nel Nord Africa scoppiate grazie ai social network, questa ipotesi è diventata decisamente implausibile. Mi è venuta voglia di parlare di politica e storia contemporanea, è di questo che tratta prevalentemente il mio lavoro.
 
 
 
 
 
Writer /// Chiara Crescenzi
Illustration /// Guglielmo De Gregori
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