Ironmould | Interview

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Ironmould | Interview

Ciao Ironmould! Partiamo da una domanda semplice ma che ci incuriosisce tutti: come mai questo nome?
Ciao. Beh è tutta colpa del Writing e della smania di avere una tag il più originale possibile. Ricordo che per trovare un nome passai giorni a sfogliare vocabolari alla ricerca di una parola che mi piacesse come suono, come forma e come significato. Alla fine di questa ricerca mi soffermai sulla parola mould fino a quando un giorno trovai iron-mould. Macchia di ruggine era il significato. Bello! La ruggine si forma praticamente ovunque. Molto bello! La cosa che più mi piaceva della parola Ironmould, che ho unito come se fosse semplicemente un nome, era però la sua coerenza tipografica, linea dritta, lunghezza perfetta e altezze maggiori solo all'inizio e alla fine, la vedevo quasi come un logotipo bello e pronto. Poi dopo anni ormai mi ci sono affezionato, quindi non lo cambio più, anche se oggi avrei scelto un nome più simpatico.
 
Il tuo mondo è pieno di strane quanto simpatiche creature, credi che esse possano essere considerate come lo specchio artistico della tua personalità? Sinceramente non lo so ma è probabile. Disegno quello che mi sento di disegnare. La presenza perenne di personaggi, di cui raramente riesco a fare a meno, dipende più che altro dal fatto che li sento completamente miei e che credo si adattino facilmente a rappresentare qualsiasi cosa o storia, senza far uso di figure umane. Forse è anche "colpa" di mia zia che da piccolo mi faceva disegni di mostriciattoli e pupazzi inventati o forse colpa mia che la costringevo a disegnarmeli.
 
Le tue creazione spaziano dall'ambito grafico a quello illustrativo, fino al mondo dei toys, puoi raccontarci qualcosa su quest'ultimo? Come si sta muovendo la scena italiana in proposito?
La passione per i toys nasce dal primo momento che ne ho scoperto l'esistenza. Mi ha sempre affascinato la scultura e la possibilità di dare una vita materiale, fisica, alle proprie idee e linee immaginarie. Così i toys mi sono apparsi sin da subito come la possibilità di creare delle piccole sculture con materiali meno nobili e meno costosi ma sicuramente di più facile utilizzo. Immaginatemi come un bambino che si diverte con il pongo. La scena italiana è sicuramente in crescita, ci sono gallerie specializzate e negozi ma ancora troppo pochi e con troppe difficoltà. È un mondo che ancora stenta a farsi conoscere. Un mondo che è stato associato ai canali sbagliati all'inizio e ora ne paga ancora le conseguenze. Diciamo che, all'inizio, in Italia i toys sono stati visti come i giocattoli dei ricchi e forse invece sarebbero più che altro da considerare come l'arte a portata di tutti e dico “arte” perchè alcuni toy designer potrebbero fare le scarpe probabilmente a molti pittori e scultori in quanto a tecnica. Oggi però qualcosa sta cambiando e ci sono tanti bravi toy designer, molti dei quali proprio a Roma, dove la scena è in espansione più che altrove, anche grazie alla spinta di un gruppo che sta dando anima e corpo per questo. C'è gente che organizza corsi ed eventi per far conoscere e apprezzare questo mondo, così come ci sono anche persone che hanno creato da sé dei canvas toy in vinile o in resina. Ce ne sono davvero tanti che meritano e che spingono la scena dei toys a Roma e nel resto d'Italia da tanto tempo ormai. Per chi è interessato ai toys a Roma consiglio di seguire Mondo Pop, la Dorothy Circus Gallery, Squid Ink ed in generale i siti web come il blog di Vinyl Monster (http://vinyl-monster.blogspot.it/) e annesso forum, Atom Plastic (http://www.atomplastic.com) e il gruppo Facebook Toys in Italy (https://www.facebook.com/groups/374144832631222/) giusto per dire i primi che mi vengono in mente. Su questi si trovano un pò tutte le informazioni ed i nomi degli artisti validi della scena.
 
Hai frequentato l'accademia di belle arti, la tua passione per il mondo artistico è cresciuta in quell'ambiente o l'hai coltivata da "autodidatta"? E soprattutto, cosa consiglieresti ai giovani che vogliono intraprendere un percorso artistico?
Direi che ho iniziato da autodidatta, credo di avere una passione per le immagini da quando ho memoria. Mi piace vederle ancor prima che crearle, che si tratti di un disegno, di un video, di una scultura o di un testo, tutto prima di ogni cosa è un'immagine, e in quanto tale viene assimilata dal cervello prima ancora di essere decifrata. Ecco, questa cosa mi fa impazzire. Da lì il passo tra il piacere di vedere e il piacere di creare è breve, quindi quando ho capito che volevo fare anche io seriamente qualcosa del genere, ho deciso di iscrivermi in Accademia. Per quanto riguarda i consigli, non mi sento in grado di darne, sono ancora giovane e inesperto.L'importante per me è essere tenaci e non buttarsi mai giù, confrontarsi con gli altri e ancor più avere sempre tanta voglia di imparare, leggere, informarsi e fagocitare tutto quello che può essere fonte di ispirazione e di crescita.Ma se uno ha la passione per qualcosa, credo che queste cose vengano da sé. Ultimamente ho sentito un'intervista a Jeff Koons che diceva qualcosa che a me è risultato quasi come un consiglio, ed era di seguire i propri interessi e allontanare l'ansia perchè "l'ansia è ciò che impedisce alle persone di fare ciò che veramente vorrebbero fare nella vita….".
 
Quest'anno ti abbiamo incrociato nei sotterranei di "Crack", quali sono gli eventi che ci consigli ed ai quali vorresti partecipare?
Sicuramente il Crack è tra gli eventi più interessanti a Roma quantomeno per l'eterogeneità, la libertà dell'evento e la quantità di gente brava che si può conoscere. Al momento secondo me gli eventi più interessanti sono quelli di street art e in questo senso l'evento migliore organizzato in Italia, negli ultimi anni è sicuramente il Fame di Grottaglie, ecco un giro lì lo consiglio di tutto cuore. Eventi di street art in realtà ne organizzano tanti in tutta Italia, Roma ad esempio ne ha più di qualcuno molto interessante da seguire come l'OutDoor Festival o quelli organizzati da Walls, Mu.Ro o altri ancora fuori dai confini romani il Frontier, il Picturin e Infart ecc... A questi un giorno, mi piacerebbe sicuramente partecipare. Però anche i circuiti ufficiali non vanno mai disdegnati, possono sempre essere fonte di belle scoperte. La Biennale ad esempio, oltre all'esposizione ufficiale in sé, ha sempre qualche sorpresa tra gli eventi collaterali fuori biennale, come il Future Pass della scorsa edizione.
 
Come si svolge la tua giornata? Quanto tempo passi sul tuo tavolo da lavoro?
La mia giornata tipo è davvero poco avvincente, si svolge quasi sempre allo stesso modo, lavorando al computer e passando il resto del tempo distraendomi su internet, leggendo, disegnando, ascoltando musica, passando il tempo con la mia ragazza e i miei amici. In media la maggior parte del tempo lo occupa sempre il lavoro, il resto del tempo invece, tra le varie cose cerco di portare avanti i miei progetti e lavori personali, ma la sensazione è sempre di dedicare troppo poco tempo proprio a questi ultimi. Non saprei quantificarlo, ma comunque sia è sempre poco.
 
Se potessi riportare in vita tre personaggi, su chi cadrebbe la tua scelta?
Donato di Niccolò di Betto Bardi, Raffaello Sanzio, Leonardo da Vinci e per arrivare a 4 Michelangelo, però preferirei Merisi a Buonarroti. Praticamente voglio che tornino in vita le tartarughe ninja! Così magari posso offrirgli una pizza.
 
Guardando i tuoi lavori si percepisce sempre una sorta di caos, un fermento frenetico ed inarrestabile, cos'è che ti ispira nelle tue creazioni?
Tutto. È banale ma è vero! A volte disegno perchè ho qualcosa da dire, altre perchè non ho nulla da dire o da fare. Quando parto da un'idea però di solito o è frutto di una ricerca mirata o è frutto di divagazioni e distrazioni, senza mezze misure. Sono caotiche forse perchè non riesco in altro modo a descrivere il mondo attuale e quello delle mie fantasie oppure è solo colpa del fatto che attualmente vivo a Roma.
 
E se domani i tuoi disegni potessero prendere vita… tre consigli che daresti al mondo intero.
Prendete dei tappi, scappate e non venite a chiedermi spiegazioni.
 
 
 
 
 
 
Writer /// Cristina Pasquale
 
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