La linea sottile tra cibo e moda

on
0

La linea sottile tra cibo e moda

Chi è Sante Bozzo? Uno che la moda ce l’ha nel sangue, questo è poco ma sicuro. Che con la passione per le passerelle e l’haute couture non ci convive da poco: molto semplicemente, c’è nato, 22 anni fa.

E’ sempre impeccabile e ha l’argento vivo addosso, è un tipo preciso e ama i dettagli, il lusso e l’estro. Il suo entusiasmo è travolgente, e la carriera dello stilista sembra cucita, è proprio il caso di dirlo, a misura su di lui.

Di esperienze ne ha già fatte in gran quantità, nonostante sia giovane. Ora studia allo Ied di Roma, la prestigiosa accademia europea di design. Sta per concludere il secondo anno, e l’anno prossima avrà la tesi. Già nel 2006 aveva partecipato a Moda Movie, con due bozzetti sul tema dei profumi. Quest’anno, però, in vista della partecipazione alla XIV edizione del prestigioso concorso di moda, si è decisamente superato.

Per il palcoscenico del teatro Morelli ha fatto le cose in grande, preparando un abito e un completo. Entrambi rigorosamente ispirati a una leggenda azteca, la cui protagonista, pur di non tradire la fiducia del marito rivelando dove fosse nascosto un antico tesoro, preferì farsi uccidere. E dal suo sangue, nacque la pianta del cacao amaro. Ebbene, l’obiettivo di Sante era proprio quello di dar vita a degli abiti “olfattivi”. In che modo? Semplice. Alle tinture usate per dipingere le sue creazioni, ha ben pensato di mescolare gocce di essenza di cacao: con lo straordinario risultato che, muovendosi, gli abiti lasciano una meravigliosa scia del cibo degli dei. Per le modelle ha scelto un look androgino, una rivisitazione dello stile maschile.

E anche questa mossa ha un suo perché: voleva essere un omaggio alla fedeltà della donna azteca nei confronti del marito. Le parrucche cotonate che ha fatto indossar loro, anch’esse intrise d’essenza di cacao, richiamavano poi il concetto dell’arbusto: a voler cioè simboleggiare la pianta che cresce e la donna che rinasce della terra. Et voilà, il gioco è fatto. Ventiquattr’ore sono trascorse da quando la giuria l’ha proclamato vincitore: ma ancora Sante sembra non capacitarsene. E’ felice ma ancora emozionato.

Premi materiali a parte, la sua gioia è ben altra. E’ la consapevolezza di «essere riuscito ad emozionare con le mie creazioni». E per lui non poteva esserci vittoria più grande, dal momento che «lo scopo che mi pongo, prima ancora d’iniziare a lavorare, è quello di trasmettere agli altri esattamente quello che provo io». E riuscirci di certo non è stato semplice: c’è voluto del tempo, come d’altronde si evince dai dettagli, curati alla perfezione. Di un’altra cosa, infine, ancora non si capacita del tutto. L’aver ricevuto il premio direttamente da Romeo Gigli, «che io apprezzo tantissimo e del quale adoro lo stile». E che dire, più. Tanto di cappello all’astro nascente della moda nazionale made in Calabria!

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.3 (4 voti)