LEGOWELT | Star Synths

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LEGOWELT | Star Synths

A long time ago, in a galaxy far, far away un uomo scoprì che premendo tasti bianchi e neri si poteva viaggiare attraverso il cosmo.
 
No, non è il prologo del nuovo Star Wars, e non stiamo narrando le gesta del Maestro Yoda. Anche il nostro è un maestro ma lo chiamano Legowelt e fa il producer. Se Yoda grazie alla sua profonda saggezza ed enorme conoscenza della Forza riuscì a sfuggire al suo Lato Oscuro, Danny Wolfer il proprio lato oscuro l'ha trasformato in musica per mezzo dei suoi strumenti preferiti, i sintetizzatori, e ci ha permesso di fluttuare nel suo personale universo ibrido di suoni restando coi piedi sul dance-floor.
 
Non ride mai, le uniche che abbraccia volentieri nelle foto sono le sue tastiere, nei live set riesce a mischiare Deep House e quello che lui chiama Romantic Ghetto Technofunk. E da un paio di decenni  lo fa dannatamente bene. Perché come direbbe Yoda: «Fare, o non fare. Non c'è provare.»

Noi lo abbiamo intercettato quest'estate durante il Sundelay Village a Salerno, grazie alla collaborazione di Artelligent.org (organizzazione di eventi techno attiva a Roma e ideatore della serata Container) e della reporter  Maria Jose Germano.
 
Illustrazione di @Andrea Ristaino
  • Nella presentazione di una recente intervista rilasciata a Resident Advisor, il giornalista ha detto che nel tuo caso è difficile separare il personaggio dalla musica. Cosa ne pensi? Cosa rappresenta per te la musica?
    La musica è parte di me ed è molto difficile definire cosa rappresenti perché è un qualcosa di molto astratto, in realtà nessuno sa cos'è la musica.
  • Sei nella scena dai '90 e continui ad essere un punto di riferimento per chi cerca tracce innovative ed originali. Per te quanto contano curiosità e sperimentazione?
    Senza curiosità non si scoprirebbero nuove cose, non avresti nuove idee. Fare musica è un esperimento in sé, bisogna sempre spingere avanti la propria ricerca.
  • Hai sempre detto che la scena di Detroit è quella che ti ha più ispirato nei '90 quando eri all'inizio della tua carriera. Negli anni hai incontrato altre correnti altrettanto influenti per la tua vita artistica?
    Certo, ci sono molti artisti che mi influenzano, anche italiani, non appartengono necessariamente ad una scena o ad una città precisa, persone in genere, parlo di Detroit perché accomuna più personalità. Ad esempio ti direi Actress o nuovi artisti come Aphex Twin.
  • Spesso suoni in situazioni mainstream, dove la musica in genere è ripetitiva e più plastica rispetto al tuo stile, che al contrario diventa spesso mistico. Credi che la tua musica si stia evolvendo in una direzione diversa da quella della scena musicale corrente?
    Mi piace pensarlo. Mi sento diverso dalla scena attuale, lavoro sempre per conto mio e il mio processo creativo non è influenzato dalle produzioni in voga del momento. Forse in un certo senso sono io ad influenzarle.

  • Si dice che il tuo studio sia impressionante per la quantità di strumenti che contiene. Puoi descrivere il posto dove crei la tua musica? Il vivere in un posto tranquillo come L'Aia è stata una scelta influente sulla tua produzione?
    Al momento sto producendo nel mio salotto, è pieno di sintetizzatori ed in genere faccio musica seduto sul divano. Non mi piace essere in un vero studio, ha un effetto molto "clinico", sei forzato a "produrre" e poi non è più necessario perché oggi si può fare musica ovunque. Vivere a L'Aia non è stata una scelta prestabilita, semplici circostanze.
  • Qual' è il tuo rapporto con i software più recenti come Ableton o Reason?
    Uso entrambi da circa 3 anni. Personalmente uso Ableton quasi sempre ma è più noioso e basico, forse il mio preferito è Reason, è colorato ed è divertente lavorarci.
  • Hai detto che il mastering è molto sopravvalutato. Pensi che oggi per produrre buona musica non necessariamente si debba avere un approccio ingegneristico? Qual'é la principale caratteristica che deve avere la "buona musica"?
    Non è assolutamente necessario avere un approccio ingegneristico con la musica. Tanti dei leggendari pezzi house o techno sono probabilmente nati da persone che non avevano idea di come funzionasse un mixaggio: la house music è iniziata mixando pezzi di drum machine registrati su un semplice nastro. E' difficile dire quale sia la caratteristica principale di un buon pezzo, credo debba contenere la personalità di chi lo fa.
  • Una domanda personale sulla tua traccia Lego Resistence. Ricordi in quale momento della tua vita l'hai composta?
    Era il 1997, ero ancora a scuola e stavo sperimentando con un processore di effetti Yamaha (Yamaha processor effect). In effetti sono abbastanza fiero di quella traccia, per me è speciale.
 
Writer /// Davide Azzarello
Illustrator /// Andrea Ristaino

 
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