MIKA | IN LOVE

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MIKA | IN LOVE

Ci sono due tipi di musicisti: quelli famosi e quelli sconosciuti. Tutti gli artisti della seconda categoria vorrebbero passare alla prima (anche quelli che fanno finta di starsene lì per scelta). Ma come? Seguire le mode e cavalcare l'onda? Oppure ignorarle, rischiando di schiantarsi contro uno scoglio? A noi piacciono i musicisti  che non fanno i surfisti (almeno non con la musica). Ecco perché ci siamo infatuati di Mika, la pop star di origine libanese, che torna a farsi sentire con un nuovo album: The Origin of love. Il nostro amore per Mika ha origine qualche anno fa. Quando era solo pop, senza essere una star, e un discografico gli disse: «ragazzo riccioluto, la tua voce è alquanto bizzarra. Sarebbe auspicabile che tu cantassi come Craig David». E lui rispose: «ma anche no» (le parole non saranno state proprio queste, ma è andata più o meno così). E poi? Poi il ragazzo riccioluto è tornato a casa, un tantino irritato, e ha scritto il suo primo singolo: Grace Kelly. Gli altri vogliono che tu sia come la principessa di Monaco? Cerca meglio un modello meno sad, canta Mika, magari «try a little Freddie». Così si fa conoscere su internet; arriva un contratto discografico e i giornali iniziano a paragonarlo al leader dei Queen. Ecco il successo (nonostante una comparsa al Festival di Sanremo) e i riconoscimenti ufficiali: con il primo album Life in Cartoon Motion vince quattro World Music Awards nel 2007; poi esce The Boy Who Knew Too Much (disco del 2009) e arrivano anche le vittorie ai Brit e agli  MTV Awards. Ma Mika per noi resta sempre quel ragazzo che non vuole somigliare né a Craig né a Grace, di cui ci siamo infatuati qualche anno fa. Anche se nel suo nuovo disco The Origin of Love, ad essersi innamorato questa volta è lui. Ce lo racconta in 14 brani, di cui uno è il singolo “Celebrate”, tormentone dell'estate 2012. E non solo. Ad accompagnare le canzoni “Make You Happy”“Origin of Love” ci sono due cortometraggi: il primo girato a Montreal dal regista Iouri Philippe Paillé; l'altro a Santiago da Mika & Cristián Jiménez. Le collaborazioni per il cantante libanese sono però soprattutto musicali. Se nell'ultimo periodo l'avevamo visto lavorare en solitaire, con The Origin of Love invece Mika si circonda ancora una volta (come nel primo disco) di diversi artisti: Pharrell Williams, Nick Littlemore, William Orbit, Benny Benassi, FrYars, Greg Wells, Klas Ahlund. Ma scordatevi le storie al limite tra grottesco ed iperrealismo di Life in Cartoon Motion (la Big Girl che va nei night clubs; Billy Brown che fugge in Messico con un uomo). Qui troverete un Mika più filosofico e edonistico, che chiama Amore la mela del peccato (così nel brano che dà il titolo al nuovo album). Altro che Steve Jobs! L'altra metà della mela noi la diamo a Mika!
 
 
 
 
 
 
Writer /// Antonella Scarfò
Photographers /// Federico Antico e Diego Steccanella
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