Taboo Plus | Alieno legale

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Taboo Plus | Alieno legale

È la prima volta che mi capita di intervistare un artista oltreoceano e devo dire che fa un certo effetto. Infatti, valutavo i benefici dell’avere una connessione Internet.  In circa 82 righe di scritto ho fatto un viaggio dall’Italia a Los Angeles fino a Tel Aviv senza muovermi. Mi è bastato avere una connessione. Povera di inchiostro ma (a livello artistico) molto più ricca di prima.

Gli piace definirsi un “nerd comunicativo”, un “alieno legale” e infine un “art dictator”. Mille sfaccettature racchiuse in una sola persona, prima di ogni cosa un artista. Signori e signore, ecco a voi: Taboo Plus.

Nella società civile il “Tabù” ha il significato di una forte proibizione, riferita a una cerchia di comportamenti e consuetudini dichiarati sacri e proibiti (Wikipedia rules). Perciò inoltriamoci nel sentiero del proibito intervistando colui che ha scelto di definirsi un “Taboo”.
  • Taboo Plus è il progetto artistico di Yossi Shamrik. Ciao Yossi! Innanzitutto qual è la tua storia? Chi è Taboo Plus?
    Ciao a tutti! Taboo plus è il mio pseudonimo rap, che ho usato in passato, per il rap in ebraico quando ero un’artista hip hop israeliano, lo faccio ancora, ma non così spesso. Oggi invece, preferisco più la produzione assistita da computer. Al momento faccio parte di un duo elettronico chiamato Http, così il nome Taboo mi è rimasto “incollato” e col tempo è diventato il soffitto per tutti i miei sfoghi creativi: dal disegno alla musica,dall’illustrazione all’animazione.
  • Come ti sei avvicinato al mondo della grafica?
    Tutto è iniziato con la mia musica, nel 2004, ero in procinto di rilasciare il mio primo album hip hop. Trovandomi nella situazione di artista emergente, chiaramente non avevo i fondi per assumere un graphic designer per fare l'artwork dell’album. Così un mio amico mi fece conoscere l'onnipotente Photoshop! Mi innamorai subito e più tardi quello stesso anno iniziai una laurea di quattro anni in visual communication e broadcast design. E il resto è storia.
  • Le tue opere sono ironiche, in cui utilizzi colori iper-vivaci su sfondi di musica pop. Quali sono i tuoi strumenti preferiti, ti affidi totalmente alla tecnologia o sei più un fan di vecchia scuola?
    Io senza dubbio apprezzo molto lo stile vecchia scuola e ho molto rispetto per coloro che fanno mestieri di artigianato. Posso passare una giornata intera a guardare documentari sui Cool cats che usano solo le mani per la costruzione tutti i tipi di cose belle. Ho avuto anch’io il mio periodo di sperimentale nello spazio low-tech, per lo più con le mie prime animazioni nelle quali ho usato la tecnica stop motion o anche l’uncinetto(controllate “strings” nella sezione di motion design nel mio sito), ma a parte questo, io sono un novellino per quanto riguarda il mio processo creativo. Di sicuro. Il 90% del tempo siamo solo io e la mia penna grafica, che attraversiamo i confini dell’universo digitale. Una volta ogni tanto,investo nella scansione di nuovi materiali per espandere il mio archivio. Utilizzo un sacco di nuove texture nel mio lavoro. Ma sì, alla fine, pur essendo fan della vecchia scuola, posso indubbiamente definirmi un nativo digitale.

  • Ok, per me è già un sogno poterne parlare. Tu vivi a Los Angeles, la città degli angeli, del clima caldo, delle stelle di Hollywood e del Principe di Bel Air (alcuni schizzi mi ricordano le atmosfetere anni ’90 alla Will Smith, adorabili! ) Qual è la giornata tipo di un artista che vive a Los Angeles? Parlaci dei tuoi posti preferiti, quelli che ci piacerebbe visitare, quelli che ti ispirano.
    Sono nuovo di LA (ancora non ho beccato il Principe in strada, ahah) quindi per me rimane ancora un sogno da realizzare. Sono originario di Holon, Israele, una città alla periferia di Tel Aviv. Sono qui da un anno e mezzo con un visto da artista per abilità straordinarie nel campo della progettazione, per esplorare le opportunità sia come musicista sia come designer. Finora qui mi piace. Mi tengo occupato in collaborazioni varie, networking e creazioni per la mia clientela. Recentemente mi sono trasferito a Los Feliz, che è considerato il 'fartsy artsy' letteralmente la parte pseudoartistica della città. Il mio posto preferito è Griffith Park, che si trova a 5 minuti a piedi da dove vivo io. L'ultima volta che ci sono stato, ho visto due volpi, un coniglio e un cervo. È uno straordinario pezzo di natura, proprio vicino alla città con un osservatorio dalla cima della montagna che ha una vista panoramica sulla città. Quindi, se visiti Los Angeles, ti consiglio di andarci. Dopo di che, giro obbligato per tantissimi negozietti dell’usato, di design e di libri in giro per Los Feliz. Ti consiglio di fare un giro del centro in generale, e in particolare il quartiere dell'arte. C'è un evento cool chiamato 'The ArtWalk', gratuito organizzato dalla comunità pubblica che si svolge il secondo Giovedì di ogni mese dove si presentano molti artisti nelle diverse gallerie lungo le vie del centro. Il centro è noto per la sua vivace vita notturna urbana, quindi c’è un‘infinita scelta tra ottimi pub, bar e ristoranti. Se cercate musica, troverete tanti spettacoli che si adattano al vostro gusto e generi preferiti. Funziona così: se si conosce un tizio che conosce un tizio che conosce un tizio, attraverso una fitta connessione nascosta di passaparola, vi ritroverete sicuramente a feste esclusive, che si svolgono in case, appartamenti, loft sparsi per tutta la città offrendo un meltin’pot artistico dei migliori produttori, dj e mc del momento.
  • Ciò che mi incuriosisce molto è la sezione semi-nascosta “instagram fragmens” in cui parli sul sito, di che si tratta?
    “Instagram fragments” è la sezione dove posso caricare  tutto ciò che ho preso dalle mie foto Instagram, ma quello a cui ti riferisci è probabilmente la mia serie tipografica in ebraico, dove descrivo i momenti della giornata (mattina, pomeriggio, sera, notte) in ebraico, con ingredienti provenienti miei pasti . Siete più che benvenuti a seguirmi su Instagram : @tabooplus
  • Ti piacerebbe visitare l’Italia, ci sei mai stato?
    Ho visitato la maggior parte dell'Europa, ma mai stato in Italia, quindi, certo che vorrei visitarla. Ma più in generale come vorrei visitare qualsiasi posto che non ho ancora mia visto.
  • Domanda d’obbligo, non hai scapo, quali sono i tuo Taboo, in senso artistico?
    I miei tabù? Come artista mi piace pensare che possa fare di tutto con qualsiasi soggetto. Inoltre, credo che i tabù comuni dovrebbero essere portati all'ordine del giorno, se ne dovrebbe parlare maggiormente perché sembra che più una comunità diventi tradizionale in senso stretto, più  estremo e pericoloso diventi stare ai suoi margini. Ma io sono pronto per la sfida, challenge me!

Writer /// Valentina Messina
Illustration /// Erika Montefinese
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