Thegiornalisti | (The)Interview

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Thegiornalisti | (The)Interview

Thegiornalisti è una comunissima penna bic nera su sfondo bianco, dietro cui si nasconde una band romana che nello scorso inverno ha lasciato a bocca aperta il pubblico della musica indipendente/emergente italiana. Lontani anni luce dalle boyband tipiche del panorama musicale del nostro paese, TheGiornalisti rifiutano qualunque etichetta ed affermano, con piacevole insistenza, la propria esistenza, unica e irripetibile proprio perché appartenente a loro. E mentre aspettiamo l'uscita di "Vecchio", il nuovo cd previsto per metà settmebre, godetevi la prossima tappa romana della band; 15 luglio al festival "Brucia Roma" nel contesto Supersanto's all'interno di San Lorenzo Estate.
 
TheGiornalisti : a quanto pare, un nome nato per caso. Indipendentemente dalle modalità di scelta, che attinenza ha, se ce l’ha, la vostra band con questo nome?  
No, ma che per caso! Abbiamo usato questo nome per evidenziare il fatto che siamo delle persone che scrivono cose al pari di come fanno tutti i giornalisti, solo che noi ci mettiamo anche la musichetta di sottofondo ed ecco che si spiega quel "the" che identifica una certa corrente beat che a noi piace molto. La band dei Thegiornalisti è attentissima alla comunicazione.

Vol.1, il vostro primo album, vi ha guadagnato il successo del pubblico ed il consenso della critica, che ha visto in voi la mescolanza dei generi più vari, dal cantautorato italiano al pop, dal rock all’attitudine brit. Se voi doveste collocarvi da qualche parte nel panorama musicale, dove vi mettereste? 
Musica italiana. Da Venditti ai 99 posse è tutta musica italiana. Noi ci siamo in mezzo. E' vero che nel mondo indie si fa attenzione a specificare di che "razza" sei, pop, rock, new wave, elettro funk, etcc etcc, ma noi come Einstein che rispose "umana" quando gli chiesero di che razza fosse, allo stesso modo noi ti rispondiamo "musica italiana". 
 
Siete nati dal nulla, portate avanti un progetto autobiografico. Insomma, c’è qualcosa a cui fate riferimento o vi ispirate? 
Come Thegiornalisti siamo nati da una grande stima reciproca e amicizia. Suonavamo da anni tutti e tre con progetti diversi. Poi abbiamo fatto una scelta importante e ci siamo messi insieme. Ci piacciono molte cose, ma non stiamo in fissa con nessuna. Più andiamo avanti e più stiamo tracciando il nostro autentico profilo, più ci piace quello che scriviamo. Ti faccio un esempio: nel 2009 quando siamo andati a incidere Vol.I portammo con noi vari cd di riferimento, tra tutti i Little Joy, invece quando siamo andati a registrare ad aprile il nuovo album che uscirà a settembre, non ci siamo portati nessun riferimento musicale appresso tranne i provini che avevamo registrato a casa.
 
Sembrate un po’ retrò, sia all’aspetto che all’ascolto. E poi sembrate un po’ retrò anche perché suonate strumenti vintage. Ci spiegate a cosa è dovuta questa scelta? 
Non è vero. Permettimi di dire che c'è una grande confusione rispetto a questo tema del retrò. A noi ci piacciono i golf, i cardigans, le camicie con i colletti semplici, e le scarpe tipo duilio, ma non significa che siamo retrò, significa che ci piacciono le cose semplici e genuine, così come lo è la nostra musica, non filtrata da nulla se non dagli amplificatori e i microfoni. I pantaloni stretti ci fanno male, con le adidas alte 4 piani sembriamo dei pagliacci e non avremmo equilibrio, e non abbiamo bisogno di metterci gli occhiali trasparenti di notte perché grazie a Dio ci vediamo bene. Per quanto riguarda gli strumenti è una scelta qualitativa. Erano strumenti fatti nettamente meglio di quelli di adesso che invece sono per lo più repliche dozzinali; il legno invecchiato di una cinquantina d'anni tira fuori tutto un altro suono, proprio come il vino che invecchia in barrique, tant'è che il Sassicaia del 1955 costa un tantino di più di quello che viene prodotto oggi.  
 
Vol. 1 è un nome che prelude a qualcos’altro, ad un ipotetico seguito insomma. C’è? Ci sarà? 
Esce a settembre e non vediamo l'ora di farlo sentire in giro. Non si chiama Vol.II, ma siamo sicuri che il titolo creerà un sacco di confusione se non verrà letto il comunicato stampa.
 
Bene, direi che l’intervista è finita, volete dedicare una strofa di una vostra canzone per salutare i nostri lettori? 
"Siamo uomini non tanto per il fatto che si muore ma perché usiamo le parole" (cit. Autostrade Umane)    
 
 
 
 
 
 
 
Writer /// Chiara Crescenzi
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