Un caffè con... | Despe

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Un caffè con... | Despe

  • Creativo, grafico, illustratore e anche musicista, mille sfaccettature che si racchiudono sotto il marchio di Despe. Raccontaci com’è iniziato il tuo percorso e di cosa ti occupi attualmente.   
    Scarabocchio praticamente da quando ne ho memoria e sin da piccolo non ho mai voluto fare nient'altro nella vita. Dopo il liceo artistico ho iniziato subito a lavorare “a bottega” in un piccolo studio molto dinamico dove ho imparato molto. Nel frattempo nel 2009 vinco senza aspettarmelo una borsa di studio per l'Istituto Europeo di Design, dove mi diplomo nel 2012. Ora oltre alle mie illustrazioni collaboro con diverse realtà e lavoro come graphic designer/art director in uno studio milanese.Per quanto riguarda la musica ci sarebbero da spendere righe e righe di parole: mi limito a dire che canto nei NEURANIAe che gli altri componenti del gruppo continuano (giustamente?) a dire che non ne sono capace. Nonostante ciò dal 2005 ad oggi non abbiamo mai smesso di suonare insieme.
  • Sono affascinata dal modo che hai di osservare le cose e da come riesci a trasformarle in magiche illustrazioni, un po’ all’american beauty per intenderci. Cos'è che ti stupisce facendo nascere in te la voglia di trasformare un pensiero in immagine?
    Non è sempre stato così. Ho conosciuto una persona che mi ha insegnato a scorgere la bellezza nelle piccole cose, nelle persone normali e nella vita di tutti i giorni. Un approccio un po' neo-realista che trasforma tutto quello che si ha intorno. Da lì ho capito che la ricerca di un estetismo chissà quanto sofisticato è una sola colossale. Quello che mi spinge a rappresentare qualcosa non è la cosa stessa ma la storia che vi si accompagna: con la giusta storia alle spalle anche un palo della luce può diventare bellissimo e interessante. American beauty non l'ho visto, dovrei?
  • Sono sempre curiosa di conoscere dove si svolge il processo creativo dei nostri artisti, quindi ti chiedo: cosa c’è sul tuo tavolo da lavoro? Come si svolge la Despe giornata?
    La despe-giornata non ha un copione preciso,
    segue più che altro un canovaccio suddiviso nei seguenti 10 capitoli:
    1. Sveglia attorno alle 8.00
    2. Caffè / Controllo mail / social network assortiti
    3. Spostamenti vari
    4. Spremuta e brioche prima di entrare in studio
    5. Programmi e brief (ancora mail, ancora social)
    6. Apro in una botta sola Ai / Ps / Indd
    7. Altalena vertiginosa di lavori, progetti e multitasking
    8. Verso le 17.00 stacco per riposare gli occhi e fare due passi
    9. Stacco verso le 20.00 ma 99 volte su 100 ri-attacco alle 22/23
    10. Tisana e lettura fino al crollo psico-fisico.
  • Se ora potessimo sfogliare il tuo blocco degli schizzi cosa troveremmo al suo interno?
    In questo preciso istante dei baffi. In generale abbozzi di future illustrazioni, tante firme e frasi del tipo: “fai illustrazione sul panettiere > a casa? Sta facendo il pane? Forno?”.
  • A Despe piace/non piace: tre cose che ti rendono felice e tre che proprio non ti vanno giù!
    Mi piacciono: i libri / le belle conversazioni accompagnate dal vino buono / le schitarrate alcoliche in compagnia.
    Mi fanno incazzare: i mezzi pubblici ritardatari / il pacchetto “office” / i nostalgici fascisti
    .
  • Trovo bellissime le tue serie di illustrazioni, tra cui quelle sui testi delle canzoni di De Andrè o sui personaggi di Romanzo Criminale. Come mai questa scelta di rappresentazione seriale?
    Grazie dell'apprezzamento. Devo dire che l'idea di serie mi piace molto. Nel caso de “LA GENTE DI FABER” (di cui sto preparando il seguito) è stata una sorta di spirale inarrestabile che è nata da sè: ne disegnavo una e mi immaginavo già la successiva.  Per “Quelli della Magliana” invece è stato inevitabile visto che il soggetto principale è una banda criminale che per sua natura è composta da più personaggi. Sono molto affezionato alla prima serie che ho creato (tempo fa) s'intitolava YOUR OWN PERSONAL JESUS e vi compariva proprio Gesù in diverse vesti.
  • Se potessi riportare in vita tre personaggi, su chi cadrebbe la tua scelta?
    Totò, Fabrizio De André (così potrei andare a vedere un suo concerto), Mufasa.
  • Il tuo stile è semplice, essenziale e facilmente riconoscibile, quanto è stata dura arrivare alla sua creazione?
    Il tratto a cui sono arrivato è frutto di un processo di affinamento quasi automatico. In passato disegnavo sempre cose molto descrittive e ricche di dettagli; pian piano l'approccio “concettuale” è cresciuto andandosi a sommare alla parte del visual, le forme non dovendo più comunicare da sole si sono di conseguenza snellite e sintetizzate. Hanno influito molto anche le ispirazioni di altri artisti: quando ho visto per la prima volta le illustrazioni di Emiliano Ponzi sono rimasto impressionato dalla semplicità (apparente) con cui riusciva a comunicare.
  • Se dovessi scrivere la ricetta dei lavori di Despe, quali sarebbero gli ingredienti essenziali?
    Prendere qualche chilo di libri, e di materia grigia / farcire per bene il cervello e far riposare. Nel frattempo prepariamo un pinzimonio con musica, fotografia e aromi visivi a piacere. Quando il cervello inizierà a spurgare idee impastare e infornare per qualche ora. Servire con vino rosso corposo e abbondante.
  • Se Despe fosse un dolce... un pantone... un disco?
    Il tiramisù della mamma
    DS 254-4 U
    Blood Sugar Sex Magic (RHCP)
  • Il detto dice: ogni riccio un capriccio. Considerando la tua indomabile chioma, hai qualcosa da dire a tua discolpa?
    Ho preso tutti gli aspetti negativi dell'essere di segno Vergine snobbando invece quelli positivi. Sono parecchio ritardatario e parecchio bipolare.
  • Ti sei mai chiesto che cosa faresti oggi se, al tempo, non avessi intrapreso questo percorso artistico?
    Si, ed ho le idee abbastanza chiare a riguardo: avrei voluto fare il geologo. Essendo nato in campagna amo molto la natura e sono molto sensibile riguardo al tema ecologia e affini. Credo che mi sarebbe davvero piaciuto, e ancora, non lo escludo del tutto. Nella vita non si sa mai...
  • Questa rubrica si chiama "un caffè con..." e noi abbiamo deciso di prenderlo con te, se invece fossi tu a poter scegliere, chi inviteresti?
    Thom Yorke
    Erri De Luca
    Bruno Munari
Illustrazione in tema con il nostro caffè tratta dalla serie "La gente di Faber" - song: Don Raffaè
 
 
Writer /// Cristina Pasquale
Illustration /// Flavio Ceriello (cover small)
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