Un caffè con... | Giulia Sagramola

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Un caffè con... | Giulia Sagramola

  • Giulia Sagramola, capelli biondi, bassotti e pois. Come sei diventata illustratrice e qual è la cosa che più ti piace di questo lavoro/passione.
    Ciao! Ho sempre disegnato fin da piccola, in pratica sono diventata illustratrice non smettendo di disegnare dopo le elementari e poi cercando di capire come dare un senso o una direzione a questa cosa che mi piaceva fare. Ho scoperto delle scuole, ho scoperto degli autori, dei libri che mi piacevano, ecc. Non ho pensato “da grande sarò illustratrice” perché fino a 19 anni non pensavo “lucidamente” che esistesse un termine per definire questo lavoro. Però sapevo già che volevo disegnare e avevo l'idea malsana che avrei potuto vivere solo come autrice dei fumetti. Ho iniziato a studiare illustrazione all'università, è stata una grandissima scoperta che ha cambiato anche il mio modo di disegnare e raccontare a fumetti.
  • La tua formazione inizia in quel di Urbino. Puoi raccontarci quanto ha influito il tuo processo di formazione in quello che sei oggi?
    Forse ho già risposto sopra, ha influito tantissimo. L'ISIA mi ha dato la possibilità di provare in tanti ambiti del design e ci ha lasciato la libertà di non dover etichettare per forza i risultati di questi esercizi. L'Escola Massana a Barcellona mi ha insegnanto ad avere un attitudine più “pratica” e anche più immediata verso la progettazione. Banalmente penso che quello che sono sia la somma delle cose che ho provato/visto/vissuto in tutti questi anni, ovviamente non credo di essere a un punto d'arrivo, anzi ci sono tante cose che non so, cose da migliorare e altre che voglio esplorare.
  • Sono sempre curiosa di conoscere dove avviene il processo creativo dei nostri artisti, quindi ti chiedo: cosa c’è sul tuo tavolo da lavoro? A che cosa non potresti mai rinunciare?Come nasce una tua illustrazione? All'inizio c'è sempre un foglio ed una matita?
    Il mio spazio è molto ristretto, mi piacerebbe avere uno studio più ampio, ma per ora sul mio tavolo c'è sia il computer che uno spazio dove disegnare (fortunatamente per come lavoro non mi serve molto spazio), ci sono portapenne, cartoline, la radio, un dinosauro rosa di plastica, i libri che mi piace avere sotto gli occhi in questo periodo, uno smalto con i glitter, un'anguria all'uncinetto, una tazza, la wacom, pennarelli, matite e tante altre cianfrusaglie. Non potrei rinunciare al tavolo luminoso, se non ce l'ho dove sto lavorando lo sostituisco con gli Schizza e Strappa, quindi forse - per essere precisi - non potrei rinunciare a loro.
  • Come nasce una tua illustrazione? All'inizio c'è sempre un foglio ed una matita?
    Si all'inizio di tutto c'è sempre il progetto: schizzi, bozzetti che capisco solo io, appunti vari, matite più definitive da far vedere al cliente, quando serve. Dipende molto dall'illustrazione, però anche per quelle che sono progetti personali, c'è sempre una base di matita/abbozzo dell'idea o del concetto.
  • A Giulia piace/non piace: tre cose che ti rendono felice e tre che proprio non ti vanno giù!
    Dirò cose leggere e senza un'importanza precisa, sono quelle che mi vengono in mente adesso. Felice: il primo gelato dell'estate, riscoprire un vecchio ricordo solo da un odore che me lo fa tornare in mente, vedere un cane che scorrazza per strada. Non mi va giù: chi ascolta la musica senza cuffie sul treno, dover pulire il cibo che resta nel lavandino, quando faccio “Salva” su un file invece di “Salva con nome” e sputtano un lavoro appena fatto.
  • Oggi sei una delle grandi illustratrici italiane, quanto è stato difficile riuscire ad arrivare a questo bellissimo traguardo e quali consigli ti sentiresti di dare?
    Questa affermazione mi imbarazza un po', non mi sento ancora a un traguardo del genere, ci sono tantissime illustratrici italiane molto brave, però grazie per pensarla così! Per me il traguardo a cui sono arrivata è di poter pagare un micro affitto e le bollette facendo solo quello che mi piace fare, ed è un gran traguardo :)
  • Tanti premi, mostre, eventi, libri, illustrazioni, ma dove lo trovi il tempo? Dicci la verità, esiste una tua sorella gemella?
    Vorrei che esistesse, la metterei a fare le parti più noiose! Il tempo si trova, per esempio uscendo poco o rinunciando al concetto di fine settimana. Fortunatamente non sono mai stata il tipo che il sabato sera DEVE uscire. Se quello che fai ti piace queste rinunce pesano meno. Anche se adesso è un periodo in cui avrei davvero bisogno di una vacanza!
  • Bassotti, mostriciattoli… cosa ti piace disegnare di più?
    Non lo so vado a periodi, probabilmente le facce di profilo, perché lo faccio anche sovrapensiero quando parlo al telefono.
  • Pick a land è nato grazie al crowdfunding, tecnica di finanziamento, ancora poco nota in Italia, che permette di realizzare progetti grazie all’aiuto di piccoli finanziatori. Raccontaci com’è andata e che cosa significa oggi avere tra le mani le copie del libro.
    È stata un'esperienza bellissima! Molto lunga, molto complessa da portare avanti: devi tenere conto di tanti aspetti e devi fare piani con molto anticipo. Pick-A-Land è nato nella nostra testa nel gennaio 2012 e il libro era pronto a inizio dicembre 2012! Abbiamo lavorato tanto sul progetto, ma abbiamo anche dovuto puntare tantissimo sulla comunicazione, sulla promozione. Il tutto poi si è risolto in meno di una settimana, l'ultima prima della scadenza del finanziamento online, quando abbiamo raggiunto quota 173 mecenati, eravamo senza parole! È elettrizzante vedere che alla fine ci sono così tante persone che si fidano di te e del tuo progetto al punto di darti una mano concretamente.
  • Se dovessi scrivere la ricetta dei lavori di Giulia, quali sarebbero gli ingredienti essenziali?
    Non saprei, mi rendo conto che spesso involontariamente c'è dell'ironia e anche qualcosa di leggero o di fresco. Però varia dai progetti.
  • Se Giulia fosse un dolce... un pantone... un disco?
    Un gelato alla nocciola, un pantone che dà sul senape o sul turhcese, un disco di Buddy Holly.
  • Thè e caffe sono amici di pause concesse, puoi raccontarci a tal proposito cos’è Teiera?
    Teiera è un'etichetta di autoproduzioni nata nel 2010 con la mia amica e compagna di ISIA, Cristina Spanò. Nel 2011 si è aggiunta anche Sarah Mazzetti. Insieme autoproduciamo libri illustrati e a fumetti. In pratica decidiamo di fare delle cose completamente come ci pare e piace, poi le progettiamo, le disegnamo o invitiamo chi ci piace a farlo, le impaginiamo e le stampiamo con i nostri soldi. Il nome è del tutto casuale, ma – casualmente – è proprio lo stesso concetto: prendere un po' di idee, metterle in un infusore e tirare fuori qualcosa da servire.
  • Questa rubrica si chiama "un caffè con..." e noi abbiamo deciso di prenderlo con te, se invece fossi tu a poter scegliere, chi inviteresti?
    Mmm è difficile deciderne uno solo... forse Joey Ramone, ma sarebbe più una birra.
 
 
Writer ///  Cristina Pasquale
Illustration /// Oregon Pizza (Big)
Illustration /// Fill Illustration (Small)
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