Un caffè con... | Goran

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Un caffè con... | Goran

  • Prima domanda, classica ed introduttiva: perché Goran? A me fa pensare subito ad uno degli eroi delle anime giapponesi come Daitan, mentre Wikipedia riporta “uomo della montagna”! Cos’è in realtà per te?
    Niente di tutto ciò. Goran è il soprannome che mi hanno attribuito per scherzo i miei amici. Poi, sai com'è, mi ci sono affezionato, ho iniziato a sentirlo mio e l'ho utilizzato nelle prime tag lasciate sui muri del liceo. Da allora non ho mai più smesso di utilizzarlo finchè, durante il periodo universitario, non ho deciso di adottarlo come marchio. Tutto qui.
  • Quando è nata la passione verso il mondo grafico e come hai iniziato il tuo percorso?
    La passione per il visual design c'è sempre stata. Fin da bambino ho sempre amato disegnare. Col tempo si è trasformata in passione per il writing, per la grafica, per l'illustrazione e, infine, per la tipografia. D'altro canto non poteva essere altrimenti, in casa sono sempre stato stimolato a continuare.. e se ci sono stati dei momenti in cui mi sono allontanato dal disegno, è stato solo per colpa mia.
  • Raccontaci come si svolge una Goran giornata. Possiamo avere qualche retroscena dagli studi di Wired?
    La Goran giornata è davvero tosta. Mi sveglio verso le 8:30 e, ancora prima di andare in bagno o di fare colazione, controllo le mail. Lo faccio perchè in base a quelle stabilisco cosa farò nel corso della giornata. Di solito sono tante. Comunque, dopo essermi ripreso, mi metto a lavorare fino alle mezzanotte (più o meno). Le uniche pause che mi concedo sono quelle in cui pranzo, ceno e prendo il caffè. Per il resto è un tour de force che non conosce festività, malattie o vacanze. Ogni 15 giorni però stacco e mi concedo un paio di giornate dedicate all'ozio più totale. Quando invece sono in redazione i ritmi sono diversi, anche perchè tra colleghi ci si diverte di più e le pause caffè aumentano in maniera esponenziale. Comunque anche da Wired i ritmi sono serrati, soprattutto quando si è in chiusura, cioè quando si sta per mandare il magazine alle stampe.
  • Come nasce una tua illustrazione? All'inizio ci sono sempre un foglio ed una matita?
    Non sempre, dipende dal cliente. Se sono alla prima esperienza realizzo prima lo schizzo su carta e poi, nel momento in cui ricevo la sua benedizione, passo alla digitalizzazione. Altrimenti, se come spesso succede il cliente ha fretta e ha già lavorato con me, lavoro direttamente in Illustrator. All'inizio comunque c'è sempre il cervello, di quello non si può fare a meno!

  • Quali sono gli “strumenti” grafici di cui non puoi fare a meno?
    Il mio arsenale è composto da un MacBook Pro 13inch, una Wacom Bamboo, una taccuino con copertina rigida e fogli sottili, matita, gomma, temperamatite, una brushpen caricata a China diluita con acqua e pennarelli neri di varie tipologie. Niente di più, niente di meno. Con questo realizzo tutto quello che vedi nel mio portfolio. Però potrei anche farne a meno perchè non ho legami particolari con i miei strumenti, ho solo predilezioni. Un modo per esprimermi e realizzare i miei lavori lo troverei comunque.
  • A Goran piace/non piace: tre cose che ti rendono felice e tre che proprio non ti vanno giù!
    A Goran piace essere al centro dell'attenzione, andare al cinema (sempre) con pochi e fidati amici, cazzeggiare in rete alla ricerca di ispirazione. A Goran non piace l'umidità, i saputelli, la connessione che salta e gli impedisce di cazzeggiare in rete alla ricerca di ispirazione.
  • Attualmente sei uno dei grafici/illustratori/creativi italiani più talentuosi. Quanto è stato difficile riuscire raggiungere questo bellissimo traguardo? Se ti va, raccontaci gli inizi, i primi lavori/contatti/traslochi… le prime difficoltà!
    Grazie per il "talentuoso", mi lusinga. Comunque, iniziare non è mai facile. Per me è stato un casino. Ho deciso di voler fare questo mestiere quando ero al secondo anno di università. Da allora ho veramente fatto di tutto per potermi migliorare. Mi sono messo alla prova, ho chiesto consiglio a chi questo mestiere lo facevano già da tempo, come Simone Massoni, e per circa tre anni ho cercato di definire il mio stile. Fortunatamente sul mio cammino ho incontrato persone che mi hanno dato fiducia e che mi hanno affidato progetti sempre più grandi, tipo Omar Rashid che mi ha messo a capo del reparto creativo di Gold. Poi il resto è venuto da se, ho terminato gli studi e ho cercato lavoro. Sono approdato a Wired e dopo il primo anno di lavoro ho deciso di rischiare e di diventare un freelance. Attualmente tutto va gonfie vele. La liberà professione mi piace, mi da la libertà di cui ho bisogno. Mi permette di viaggiare, di dormire fino a tardi e di dire "NO" a chi mi pare. Ovviamente non è tutto rose e fiori ma, per quello che mi riguarda, il gioco vale la candela.
  • Le pillole di Goran! Tre consigli per giovani creativi: cosa, come e dove?
    1. Siate imprenditori di voi stessi. Puntate su di voi, investite nella vostra formazione, fate un viaggio, visitate un museo, partecipate ad un concorso.
    2. Homo faber fortunae suae. Nessuno vi assume? Assumetevi. Per conquistare il mondo ci vuole poco, basta un computer connesso alla rete.
    3. Work hard and be nice to people. Lavorate tanto, lavorate sodo e mostratevi cortesi con tutti. Verrete ripagati.

  • Polaroid, calligraphy e sushi.. puoi raccontarci un piccolo aneddoto per ognuna di queste tre parole?
    Nooo, posso non rispondere a questa domanda? Non saprei cosa dirti, non ci sono aneddoti buffi a riguardo :)
  • Quanto conta in questo campo partecipare ad eventi e conoscere altri esperti del settore?
    Conta il giusto. Talento, umiltà e tenacia sono le qualità che ti fanno emergere dalla massa. Se non hai queste doti non c'è party o aperitivo che tenga.
  • Se dovessi scrivere la ricetta dei lavori di Goran, quali sarebbero gli ingredienti essenziali?
    Questa è facile: colori primari, cultura pop, graffiti, tratti spessi e decisi, forme geometriche, pulizia delle linee, tipografia e composizione.
    Credo sia tutto, si!

  • Se Goran fosse un dolce... un pantone... un disco?
    Te li dico in sequenza: Torta di mele, PANTONE 185 U, SxM dei Sangue Misto. Yo!
  • Lontano dal computer e dal lavoro cosa ti piace fare?
    Come vi dicevo non sono un gran viveur. A causa degli impegni sono poche le occasioni in cui posso permettermi il lusso di staccare definitivamente con il lavoro. Comunque, quando la fortuna è dalla mia parte, cerco di trascorrere il mio tempo libero con gli amici, magari andando al cinema.. o, come spesso succede, progettando fanzine illustrate che poi non vedranno mai la luce!
  • Questa rubrica si chiama "un caffè con..." e noi abbiamo deciso di prenderlo con te, se invece fossi tu a poter scegliere, chi inviteresti?
    Ultimamente sono rimasto folgorato dai lavori di Stefano Colferai, in arte Moleland *. Vi invito a fare un salto sul suo sito, le sue illustrazioni sono ipnotiche!

*p.s. Caro Goran concordo, infatti avevamo già fatto due chiacchiere davanti ad un buon caffè con Moleland :)

http://www.goranfactory.com/

Writer /// Cristina Pasquale
Illustration /// Daria Mazzanti
 
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