Un caffè con... | Zabratta Toys

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Un caffè con... | Zabratta Toys

Vale e Meme. Non sono i nomi di due toys, ma gli artefici degli adorabili e magnetici pupazzi by Zabratta.
Davanti ad un buon caffè, con tanto di piccole tazzine per le creaturine, abbiamo fatto due chiacchiere...
  • Zabratta Toys è un nome simpaticissimo, ha qualche significato particolare?
    Prima c’era solo il Zabratta Studio,  poi sono arrivati i pupazzi che non potevano non chiamarsi semplicemente Zabratta Toys, tanto ognuno di loro ha un proprio nome che lo contraddistingue. Se verrai al nostro Studio forse scoprirai qualcosa in più sul significato della parola Zabratta.
  • Presentatevi al pubblico di Creazina: da quante persone è composto il vostro team? Chi è il braccio, chi la mente?
    I Zabratta Toys nascono spesso da 2 teste e 4 mani. Io/Vale cucio, Meme disegna e dipinge, quando ha il tempo di farlo. Ho iniziato a cucire per cercare un diversivo per le tante ore passate al computer, cominciando con un gatto, perché ero circondata da 3 adorati felini ogni ora della mia giornata e volevo un pupazzo che gli facesse paura/simpatia, poi non sono più riuscita a fermarmi. Ogni pupazzo è unico, disegno direttamente sul tessuto, magari prima su carta ma non uso cartamodelli.
  • I vostri toys sono caratterizzati da forme e colori particolarmente originali. Da dove prendete l'ispirazione?
    Non mi ispiro proprio a qualcosa di preciso, i pupazzi escono dal tessuto che ho tra le mani, entro nello stanzino, accosto dei colori, del pelo a del pile … e mi viene in mente un design. Alle volte, mentre siamo al tavolo con i computer a lavorare, magari faccio qualche disegno che poi prende forma, oppure ne ‘rubo’ uno tra le centinaia di fogli disegnati da Meme, ma può essere anche solamente un nome buffo o una combinazione di lettere dal suono singolare che danno il via al processo creativo.

  • Ago e filo o macchina da cucire?
    La mia adorata macchina da cucire senza dubbio, anche se non avevo mai usato prima una macchina da cucire infatti il pedale lo spingo col gomito! Mi piace tanto il rumore che fa. A mano cerco di fare solo piccoli dettagli, o unire pezzi già preparati.
  • Quali sono i materiali con cui realizzate i vostri lavori? Avete qualche tessuto/imbottitura preferita o siete sempre aperti a nuove sperimentazioni?
    I nostri Toys sono realizzati in stoffa, lana, plastica, pannolenci, pelliccia artificiale, nell’accostamento tra i più svariati materiali e colori. I tessuti li recupero dove capita: magari vestiti vecchi o semplicemente troppo eccentrici per essere indossati, che scucio per poi ricomporre o uso scampoli recuperati da qualche tappezziere generoso, tessuti che andrebbero buttati, alle volte dopo accurate ricerche compro anche tessuti a metraggio.
  • Come è organizzato il vostro studio? Nel vostro quotidiano, quant’é grande la fetta di tempo che dedicate ai vostri toys?
    Per il 99% della mia esistenza. Diciamo che non è facile trovarmi ferma con le mani in mano, anche se la sera mi puoi trovare a imbottire qualche mostrino mentre guardo un film; durante il giorno se non sto sistemando i tessuti, o rispondendo alle mail o preparando nuovi cartellini, allora è il momento di rifare il pelo ai pupazzi, controllando se tutto è in ordine per la prossima mostra. Inoltre sono io a curare il sito, e la distribuzione delle mie creaturine, a proposito ho appena finito di scontornare più di 600 immagini di pupazzi, lo avete visto il nuovo SITO?
    Lo Studio in realtà lavora a rilento perché uno di noi due ha un lavoro vero che gli occupa gran parte della giornata, quindi durante la settimana lavoriamo insieme la notte altrimenti ci tocca aspettare i weekend che se non siamo in bici stiamo sicuramente preparando qualcosa di nuovo.

  • Ogni toys è un pezzo unico e numerato, in confidenza: come fate a darlo via dopo averlo creato? Sono tutti così adorabili!
    È proprio questo il problema! Dopo averli pensati, visti nascere tra le mie mani, avergli dato un nome e averlo numerato e fotografato la cosa più facile è metterlo subito via, basta giocarci un pochino e potrebbe finire anche lui tra quelli che popolano il nostro Studio, quelli che per ora … “ancora non è il loro momento … stanno bene qui con noi … dai c’è ancora un po’ di spazio ”. I nostri Zabratta Toys questi simpatici cosini apparentemente zoomorfi continuano a moltiplicarsi e a mutare, contribuite anche voi a diffonderli per il globo, saranno lieti di colonizzare anche le vostre case.
  • Potete parlarci del progetto Custom Plush?
    Il progetto Custom Plush ha preso il via nel 2010, era il terzo anno che partecipavamo a Crack! e non avevo voglia di fare il banchetto e rimanere l’unica persona statica in tutta quella dinamicità. Continuavo ad avere l’impressione che i miei pupazzi rimanessero un po’ fuori dallo spirito del Festival che è un continuo "work in progress" davanti agli occhi di chi passa per le celle in quei giorni. Portare la macchina da cucire e mettermi a fare pupazzi in una cella mi era sembrata cosa poco fattibile, anche se non è detto che primo o poi…, quindi ho pensato di preparare questi pupazzi per farli personalizzare ai partecipanti al Crack!, in un primo momento l’ho dato a chi conoscevo personalmente, poi è diventato un modo per conoscere nuovi amici e talenti. Alla fine il progetto Custom Plush è diventato una specie di registro degli ospiti di Crack!. Molti degli artisti che sono passati per le celle sotterranee, illustratori, fumettisti, grafici, urban artists, architetti, pittori, incisori hanno lavorato su un pupazzo bianco preparato come una tela. Ognuno di loro ha potuto interagire con il pupazzo come meglio ritiene di potersi esprimere, la mia idea era quella di una cartolina rough, veloce e cruda, un instant puppet che raccontasse il clima del Festival in diretta, nel pieno  spirito di Crack!. Di edizione in edizione i Custom Plush sono andati aumentando e ora la collezione, o meglio la comunità di creaturine affidati alle mie cure è pronta per  girare il pianeta.
  • Siete dei veterani di “Crack, fumetti dirompenti”, l'evento dedicato al fumetto, alla grafica ed all’autoproduzione che si svolge al Forte Prenestino. Potete raccontarci cosa succede in quei giorni nei sotterranei del Forte? E soprattutto: vi ritroveremo lì anche quest'anno?
    In realtà non proprio veterani, abbiamo preso parte al Crack solo dalla quarta edizione, nel 2008, quando i nostri pupazzi ci hanno costretto a partecipare, loro volevano mostrarsi al mondo, che non entravano più nel nostro Studio. Cos’è Crack? Vieni a Crack e poi mi dirai…penso che sia un’esperienza diversa per ognuno, già l’ambientazione stessa ti lascia modo di perderti, in senso metaforico ma non solo, in un mondo nuovo, ogni anno per quattro giorni, le 100 celle nei sotterranei dell'antica fortezza occupata del Forte Prenestino sono  aperte al pubblico e brulicano di una quantità tale di materiale esposto, di persone e personalità in mezzo ad una folla di visitatori. Ufficialmente Crack! Festival è la kermesse internazionale di arte indipendente e underground connessa con il mondo del fumetto, della grafica, della street art e dal 2008 dei pupazzi ! che quest’anno è alla sua nona edizione. Quest’anno "ORDE barbariche di pennarelli e china, tribù nomadiche del Regno dell'Art Brut, specie razzianti di immaginari ribelli, unitevi!!! Le adesioni al festival come artisti o editori si possono presentare alla mail  crack.forteprenestino@gmail.com. Sono benvenuti tutti coloro che vogliano offrirsi come volontari per le giornate del festival! Nessuno resterà fuori cmq, Crack è un festival autoconvocato."

  • Inutile dirlo, io mi sono letteralmente innamorata dei vostri toys! A nome di quelli che, come me, si sentiranno colpiti da una freccia lanciata da un "cupido toys", mi sento di chiedervi: c’è la possibilità di customizzarsi un proprio mostricciattolo ed acquistarlo?
    A sì! Qual è quello che ti piace di più? e chissà perché? è così divertente vedere come anche la persona più impensabile quando trova quello giusto davvero perde la testa per lui! A parte tutto se qualcuno vuole il proprio Zabratta Toys personalizzato non deve fare altro che scrivermi a vale@zabrattastudio.org, infatti se guardando un mio pupazzo ti è venuta qualche idea potresti mandarmi un disegno e indicazioni sui colori, tessuto, dimensione ed eventuali accessori per realizzarlo; oppure hai un vecchio vestito che non puoi più mettere, allora possiamo partire dal tessuto e ti proporrò un design personalizzato. Il costo del pupazzo varierà da caso a caso ma basterà indicarmi un budget di spesa, il progetto del pupazzo lo studieremo poi insieme. Poi ci sono i miei pupazzi  già pronti e lì si tratta di adozione, quindi puoi venire a sceglierlo a Studio se sei a Roma o dalla pagina del sito scegliendo dalla foto puoi scrivermi il nome del prescelto e te lo spedirò direttamente a casa.
  • Il "monocchio" è un po' la vostra mascotte, tra le vostre creature, c'è n'è qualcun'altra di cui non riuscireste mai a liberarvi?
    L’Utò vuoi dire, sì è il simbolo dell’intera collezione, era lì dipinto su un quadro di Meme, che non aspettava altro di uscirne fuori e diventare reale, così è nato il pupazzo. D’altronde da subito abbiamo cercato di legare i nostri lavori, la cosa più spontanea è stata quella di creare un’opera unica giustapponendo i quadri ai pupazzi e viceversa. Sicuramente tra i miei preferiti è Miluv ma già il nome lascia intuire il feeling che c’è tra di noi, è molto amato da tutti sia per il suo morbido pelo che per i dentoni, ma ho preferito non realizzare pupazzi con quel tipo di denti perché la riconosco come cifra stilistica di un’altra pupazzara da me molto amata Jennifer Strunge di Baltimore (USA) che con i suoi CottonMonster non può non fare simpatia, quindi lungi da me ‘copiare’ i suoi denti. Poi perché doversi limitare ad uno stile uniforme, credo comunque che malgrado la diversità delle forme ci sia un fil rouge che lega i miei pupazzi, hanno tutti uno stesso ghigno zabrattoso.

  • Questa rubrica si chiama "un caffè con..." e noi abbiamo deciso di prenderlo con te, se invece fossi tu a poter scegliere, chi inviteresti?
    Difficile scegliere, noi Zabratta di caffè ne beviamo in continuazione. La butto lì: Piet Du Congo così ci tatua a tutti e due!
P.s. Cara Vale, il mio toys preferito? L'adorabile Lorem ipsum dolor!
 
Writer /// Cristina Pasquale
Illustrator /// Fonzy Nils (cover big)
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