Ied Factory, parte 1

on
0

Ied Factory, parte 1

Una rapida descrizione dei Workshop che hanno impegnato i ragazzi durante le due settimane di sperimentazione di Ied Factory.

 

QUATTRO APOCALISSI: Linea, nota e superficie. Un percorso sinestetico verso la musica. La finalizzazione di un progetto musicale che parte da un percorso che investiga altri campi espressivi come la scrittura e la pittura.

ORIZZONTI FUTURI, di A. Di Corinto: Il web e la sua apertura. Nuovi strumenti e metodi creativi si liberano nelle maglie della rete. Un workshop che ha introdotto i ragazzi alla più grande rivoluzione dei nostri tempi, per comprenderne potenzialità artistiche e implicazioni socioculturali.

IL FUTURO E' ORA, di Baglivo: Abitare il futuro. Embrioni di architetture non convenzionali, dove privato e pubblico, civile e commerciale, si confondono nel nome di una vivibilità possibile. Un gruppo di studio sull'architettura del futuro, che si è concentrato principalmente sullo scopo civile e funzionale per una (co)abitazione che migliori il nostro tempo.

EYEJACKING, PERFORMANCE AND SABOTAGE, di Didier Faustino: L’arte performata invade gli spazi altrui e fa emergere le contraddizioni di una collettività sterilizzata. Un workshop sull'arte concettuale, che ha invitato i partecipanti ad usare la propria individualità come strumento espressivo per stimolare una riflessione pubblica sullo stato della società.

LET’S IMAGINE YOURSELF AS  A BRAND, di Ria Lussi: Studio di un brand riflesso. Mani sporche di colore e autoanalisi per creare la propria immagine coordinata. Uno studio che investiga tutto il percorso e i processi che portano alla nascita di un marchio, seguendone la realizzazione di tutti i suoi componenti, colori istituzionali, logo, packaging, payoff... 

SPAZIO PUBBLICO E NUOVE RELAZIONI, di Joao Nunes: Nuovi metodi per analizzare lo spazio. Interventi discreti per adattare la proprietà pubblica alle esigenze del futuro. Sono stati realizzati dei progetti che agiscono su spazi urbani preesistenti, allo scopo di migliorarli senza per questo stravolgerne l'identità. 

FUTURE FOOD, di Arabeschi di latte:  Il cibo si integra nelle dinamiche urbane e diviene pretesto per creare un rinnovato spazio di riflessione e socializzazione. Dalla esperienza unica del gruppo fiorentino Arabeschi di latte, un progetto di food design, la realizzazione di un evento per sensibilizzare i bambini ad un'alimentazione sana ed eco sostenibile.

FUTURO FUTURISMO, di Giampaolo Atzeni: Poster autoprodotti e virtuosismi grafici all’ombra di Depero. Per il centenario del futurismo sono state prodotte quattro opere grafiche che aggiornano l'avanguardia alla contemporaneità. Sono stati seguiti tutti i passaggi che portano alla realizzazione, dall'esecuzione degli scatti, alla realizzazione dei vestiti.

RERUN. UN MODO ALTRO DI FARE CINEMA, di Marco Baroncelli: La destrutturazione dei film culto. Il video editing come strumento per svuotare un sequenza di immagini e riempirla di significato. Un workshop che ha dimostrato ai ragazzi la potenza del montaggio video, immagini tratte da altri film sono state usate come un alfabeto per esprimere altri significati, attraverso la realizzazione di un piccolo video. 

TV DESIGN, di Giorgio Tartaro: Un incontro semiprofessionale con i format tipici del piccolo schermo. Gli studenti si sono confrontati con il linguaggio della TV, seguendo tutto il percorso che porta alla realizzazione finale di un passaggio televisivo. Sono stati realizzati così quattro differenti servizi, uno per ogni format, dal servizio di moda, all'intervista giornalistica, passando per lo sport.  

IMMAGINE LUCE. Interazione tra immagine / suono / ambiente, di Pixelorchestra: Discipline sincronizzate per mettere in scena eventi onirici. In aula magna i ragazzi, con il supporto di Pixelorchestra, hanno messo in scena un vero e proprio concerto. L'evento era disturbato di volta in volta da performance estemporanee volte a creare atmosfere surreali.

IL FUTURO È UN OLOGRAMMA, Santasangre: Il futuro in scatola. Rifrazioni luminose e illusioni ad altra tecnologia. Un esempio di come, con pochi mezzi e tanta inventiva, si possono creare strumenti stupefacenti che simulano effetti da fantascienza. Sfruttando una scatola di legno e una lastra di vetro sono stati realizzati dei veri e propri ologrammi alla Star Wars.

Nessun voto finora