Studio Pilar | 7 creativi

on
0

Studio Pilar | 7 creativi

I sette  vizi capitali, i sette palazzi celesti, i sette re di Roma, i sette chakra, i sette samurai, i sette nani, i sette sacramenti e poi i magnifici sette dello Studio Pilar! Il 18 novembre lo Studio ha festeggiato il primo anno di vita. Dunque è tempo di presentare i componenti di questo organico, incontrati all’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma, composto di illustrazione e storia.
 
Andrea Mongia ed i suoi uomini “consiglieri” che in chiazze di colore hanno qualcosa da raccontare, sempre.
Giulia Tomai e le guance arrossate dal sapore pudico di innocenza ammiccante.
Giulio Castagnaro  ed i grandi corpi che si sciolgono nell’oggetto e nel significato.
Ilaria Palleschi che con le  linee crude svela la normalità del gesto e delle carni.
Andrea Chronopoulos  colui che con i contorni semplificati, complica la psicologia dei suoi personaggi.
Sara Cariolato  con il chiaro scuro svela le ombre nel cuore.
Fabrizio Des Dorides con il quale gli uomini “macho” sembrano incisi nel legno a fuoco.
Ecco una mia idea personale sulle donne e gli uomini, le tradizioni ed il colore che lo Studio Pilar regala con i suoi progetti e le sue produzioni.
Naturalmente quale modo migliore di far conoscere qualcuno se non domandandogli qualcosa?

Chi sei? E come ti definiresti?
Sono Giulia, e sono un'illustratrice.
Ciao, sono Giulio e a differenza di quanti mi definiscono “serio”, io preferisco pensarmi “educato”.
Salve sono Ilaria . Per la definizione me la cavo con una citazione :"Definire significa limitare".
Sono Sara e  l'unica parola con la quale mi definirei attualmente è lavoratrice, sono illustratrice ed alla ricerca dell’indipendenza economica attraverso vari lavoretti.
Mi chiamo Andrea e sono un disegnatore.
Fabrizio, essere umano.
Ciao, sono Andrea e creo immagini.


Da dove vieni?
Giulia:Vengo da Roma.
Giulio: Vengo da un periodo felice.
Ilaria: Dalla provincia.
Sara: Sono nata a Roma, ma ultimamente, soprattutto questi ultimi due anni ho vissuto fuori la capitale, in Abruzzo.
Andrea C.: Atene, Grecia
Fabrizio: Dalla polvere.
Andrea M.: Dal giardino.
 
Cosa c’è scritto sulla tua carta di identità nella sezione “professione”?
Giulia: “Non l'ho ancora rinnovata,  credo ci sia scritto “studentessa””.
Giulio: “ “Castani” perché i dati non sono stati stampati a registro”.
Ilaria: “Non pervenuto”.
Sara: ”Studentessa”.
Andrea C.: “Al momento non riesco a trovarla”.
Fabrizio: “L’ho persa molti anni fa la carta d’identità”.
Andrea M.: “Studente, e si addice bene alla mia faccia in quella foto”.
 
Quando hai capito che la tua strada era il disegno?
Giulia: “Da piccola. Passavo ore chiusa nella mia camera a disegnare fumetti, di cui poi non scrivevo i dialoghi, perchè mi annoiavano”.
Giulio: “Una volta eliminato l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità”.
Ilaria: “Quando ho realizzato che era l'unica cosa nella quale riuscivo che mi faceva anche stare bene”.
Sara: “Quando ho visto che ciò che immaginavo si rifletteva sul foglio, ho capito che il disegno mi avrebbe sempre “salvato””.
Andrea C.: “Quando si sono prosciugati i miei pozzi di petrolio in Texas”.
Fabrizio: “Io non l’ho ancora capito se la mia strada è il disegno”.
Andrea M.: “Non c’è stato un momento preciso, da sempre o da ieri, è l’unica cosa che penso di poter fare”.
 
Hai altri illustratori oppure artisti di riferimento?
Giulia: "Certamente, molti, e oltre ad illustratori anche fotografi, artisti, pubblicitari, ecc.  Credo sia fondamentale, per chi fa il nostro mestiere, avere un ampio bagaglio di riferimenti visivi, perchè favoriscono l'autocritica, e aiutano a comprendere le richieste del mercato”.
Giulio: “Mi piace molto il lavoro di Shout, Calef Brown e Craig Frazier”.
Ilaria: “Certamente, dai grandi artisti passati come Modigliani, ad illustratori contemporanei come Manuele Fior e Pascal Campion”.
Sara: “Sono stata completamente affascinata dal metodo di Shaun Tan, adoro Dave Mckean il mio personale “maestro dell'incubo”, porto con me i maestri come Edvard Munch,  Vincent Van Gogh, e Amedeo Modiglian ed al momento mi “occupo” di Charles Baudelaire; a partire dalla raccolta poetica de “ Le fleur du mal”stò crando una trasposizione grafica”.
Andrea C.: “Mi piace molto il lavoro di Jack Teagle, Anouk Ricard e Jason e la lettura di Conrad e Melville e' un' enorme fonte di ispirazione”.
Fabrizio: “Beh, si!”.
Andrea M.: “Si, cerco di averne il più possibile in modo da non imitare nessuno”.
 
Ti sei mai ritratto in una tua illustrazione?
Giulia: “A quanto pare di frequente, ma mai volontariamente. Quando qualcuno guarda i miei disegni, capita spesso che mi dica : “ma quella sei tu!”. Credo che disegnare se stessi sia, in realtà, una cosa piuttosto comune. La tua fisionomia, che vedi riflessa in uno specchio da quando sei nato, è la fisionomia che conosci e che ti ricordi meglio, ti dà sicurezza. Per cui, quando devi disegnare un volto generico, tendi a riprodurla”.
Giulio: “Ho molti autoritratti, ma non li faccio vedere a nessuno”.
Ilaria: “Succede più spesso di quanto si creda”.
Sara: “Molti, vedendo i miei disegni dicono di vedermi nel personaggio principale o a volte anche in personaggi secondari; questo perchè in qualunque azione ragionata l'essere umano vede e porta se stesso”.
Andrea C.: “Forse per sbaglio”.
Fabrizio: “Mettiamo noi stessi nella maggior parte delle cose che facciamo, credo”.
Andrea M.: “Se per ritratto intendi la mia fisionomia no, per tutto il resto più o meno indirettamente si”.
 
Cosa diresti ai “lettori” per incuriosirli ed invitarli a vedere i tuoi “lavori”?
Giulia:http://giuliatomai.blogspot.it/ !”.
Giulio: “I miei lavori sono sul blog, esistono, ma per prendere vita e respirare hanno bisogno di persone che le guardino, le giudichino ed eventualmente le acquistino”.
Ilaria: “Fanciulli, visitate http://ilariapalleschi.blogspot.it/ !”.
Sara: “Per incuriosire i “lettori” spesso mostro il mio modo di avvicinarmi all'oscuro che c'è in ogni essere sia umano che animale e li invito a cercare loro stessi nel mio operato. Il turbine di desideri non accontentati, la melanconia di uno sguardo sorridente, l'inconscia passione celata da un corpo bidimensionale”.
Andrea C.: “Clicca qua! E' gratis e potresti vincere grandi premi! achron.tumblr.com”.
Fabrizio: “Niente, il silenzio incuriosisce”.
Andrea M.: “Il tuo “uomini consiglieri” , incuriosisce anche me”
.
 
Ricordi il momento in cui hai conosciuto “gli altri”?
Giulia: “Ci siamo conosciuti allo Ied (corso di Illustrazione), eravamo nella stessa classe. Solo Giulio si è aggiunto in seguito, si è diplomato due anni prima di noi”.
Giulio: “Certamente sì, è stato uno dei momenti più importanti della mia vita”.
Ilaria: “Ricordo tutti e sei i momenti”.
Sara: “Gli altri componenti di Studio Pilar li conobbi tutti durante i tre anni di Ied, con alcuni legammo subito, con altri ci volle più tempo, ma comunque ora ci conosciamo tutti abbastanza bene e siamo molto uniti”.
Andrea C.: "L’inferno sono gli altri".
Fabrizio: ‘’Gli altri’’ mi prendono in giro perché mi dimentico le cose. Quindi rispondo ‘’no’’”.
Andrea M.: “Magari non il primo incontro, ma le tappe che hanno portato a conoscerci in tre anni di studio insieme si”.
 
Siete un gruppo simil/famiglia o simil/esercito?
Giulia: “Ci definirei “famiglia armata”!”.
Giulio: “Siamo una famiglia armata”.
Ilaria: “Siamo gli zii con la mimetica”.
Sara: “Io vedo molto di più il gruppo come un esercito;  Un gruppo nato come il nostro è più una congrega di ragazzi che credono in qualcosa, in questo caso il perseguimento del sogno di poter esprimere ad un pubblico le loro idee attraverso il disegno, e questa strada a volte è un difficile cammino per cui bisogna combattere”.
Andrea C.: “Una famiglia in trincea”.
Fabrizio: “Per come vedo le cose direi che siamo più una famiglia che un esercito”.
Andrea M.: “Una famiglia, meno rigida e programmata di un esercito”.
 
Nessuno ha mai pensato che l’altro copiasse? (creiamo zizzania artistica)
Giulia: “Oddio, non so, io non ci ho mai pensato. Siamo talmente diversi che credo sia inutile, e molto difficile”.
Giulio:  "Sì, è sicuramente successo”.
Ilaria: “Penso di sì. Ma infine siamo tutti così diversi che più che copiare direi che ci contaminiamo”.
Sara: “Gli stili così decisamente diversi, le idee chiare sul proprio immaginario: non c'è davvero bisogno di copiare nessuno, al limite ci diamo vicendevolmente dei consigli”.
Andrea C.: “Spesso avviene uno scambio di elementi e idee, ma e' una cosa buona”.
Fabrizio: “Si, è capitato”.
Andrea M.: “Possibile, si è sempre ispirati da qualcosa/qualcuno”.
 
Non siete incuriositi? Non volete sbirciare un po’ i lavori dello Studio Pilar! Beh, io lo rifaccio!
 
 
Writer /// Roberta Feoli
Illustrator /// Fill Illustration
Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (4 voti)