AKC | Metelkova Mesto

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AKC | Metelkova Mesto

La vita è una cosa indescrivibile. Nei momenti, quando pensi di aver già visto tutto, quando non ne puoi più di tutte quelle chiese, quei monumenti, quegli obelischi, tutti uguali, tutti così europei, quando pensi che solo un viaggio tra i monti dell'Himalaya o una settimana tra le ghiacciate dune dell'Artico potrebbe sorprenderti, quando ormai il senso di meraviglia bisogna andare a raccoglierlo pagliuzza per pagliuzza in un mare di similitudini e di pallide imitazioni, zacchete!, arriva l'imprevisto. È così che ho scoperto il Centro Culturale Autonomo Metelkova Mesto a Lubiana. Lì dove fino al 1991 c'erano le baracche militari dell'esercito jugoslavo, ora sorge il luogo di ritrovo per eccellenza di tutti gli artisti della capitale slovena. Metelkova nasce come punto di incrocio tra arte, cultura e attività sociali; infatti, oltre ad ospitare mostre, eventi e concerti, a Metelkova c'è posto anche per persone in cerca di asilo, immigrati, associazioni femministe, club gay e ragazzi disabili. Per non parlare di teatri, biblioteche, cinema, e addirittura un ostello, ricavato da un ex carcere, e nel quale ogni singola stanza è stata progettata e decorata da un artista diverso. Nonostante tutte le minacce di sgombero da parte del governo e la demolizione della Mala Sola (Piccola Scuola), la comunità di Metelkova ha sempre reagito in maniera pacifica, dicendo che ad ogni demolizione loro avrebbero risposto con una nuova costruzione. Un vero esempio di luogo dove la libertà di espressione regna sovrana, dove i pregiudizi vengono facilmente sorpassati, un luogo dove è possibile la nascita di un nuovo tipo di società, che di questi tempi, ne avremmo veramente bisogno.
 
 
 
 
Writer /// Yelena Mitrjushkina
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