Betterpress Lab | Stampa letterpress e grafica d'arte

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Betterpress Lab | Stampa letterpress e grafica d'arte

 
In un mondo fatto di momenti-in-digitale, lavori al computer e azioni ripetute in automatico è meraviglioso notare come alcuni posti, anzi alcune persone, vogliano riscoprire la magia di certi mestieri antichi. Scovare, cercare e alla fine: trovare.
A Roma, in via Barsanti 14, ho trovato un particolarissimo posticino chiamato Betterpress Lab. Una moderna tipografia, un laboratorio, una fucina di creatività - ma soprattutto un luogo - dove recuperare una tradizione antica non significa rinunciare alle tecniche contemporanee, semmai mescolarle per ottenere risultati sorprendenti!
Francesca, Giorgia e Giulia, che ne fanno parte, ci raccontano come nasce il progetto. A noi di Creazina è piaciuto molto ma scommetto che anche Gutenberg sarebbe entusiasta del loro lavoro!
 
  • Betterpress lab: un nome, un progetto. Cosa c’è dietro: qual è la sua storia?
    Betterpress è nato dal desiderio di creare qui a Roma un posto che potesse accogliere antichi macchinari per la stampa a caratteri mobili per portare avanti una ricerca che coinvolge xilografia, calcografia e si allarga alla rilegatura tradizionale.
    Sorto su un ex-macelleria, il nostro laboratorio, che ha trovato la sua identità come associazione culturale, vuole condividere e promuovere il recupero delle tradizionali tecniche di stampa diretta, finalizzate però alla realizzazione di qualcosa di nuovo, opere affatto tradizionali che dall’immediatezza del rapporto artigianale con gli strumenti traggono quasi maggiore forza espressiva o comunque una dimensione di pregio non solo qualitativo ma umano. Non è un caso che ogni macchinario abbia una storia, la sua, quella del tipografo da cui l’abbiamo preso e quella che “comunica” a chi oggi stampa.
    Il fulcro del progetto, ruota attorno all'idea di restituire valore a un “fare arte” che si sta progressivamente modificando, non solo per recuperare una dimensione estetica fondata sulla manualità, accorciando così la distanza fra arte e artigianato, ma anche con il proposito di riaffermare l'utilizzo di tecniche tradizionali rielaborandole in chiave contemporanea. L'intenzione è quella di valorizzare procedimenti, strumenti e metodologie antiche che aggiungano pregio ed efficacia al messaggio di comunicazione visiva e al manufatto artistico.
 
  • Francesca, Giorgia, Giulia, venite tutte e tre da percorsi legati al mondo artistico o avete fatto percorsi diversi?
    Io sono Francesca Colonia, presidente dell’associazione. Ho sentito l’esigenza di creare un posto così e più di un anno e mezzo fa ho iniziato a lavorarci su. Dopo la Laurea in Decorazione conseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ho continuato la mia formazione tra Firenze e Berlino, e proprio a Firenze Arti Visive stampando con un Torchio tipografico a mano Albion, fuso dalla Hopkinson & Cope di Londra intorno al 1820, ho scoperto che il letterpress (la stampa a caratteri mobili) è la mia passione.
    Anche Giorgia si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma, in Grafica d’Arte e Pittura. Ha collaborato al recupero e al restauro di alcuni macchinari e dei caratteri, ed è un incisore di talento.
    Giulia invece proviene da Lettere Antiche, laureata in Filologia Classica presso La Sapienza di Roma, ci ritroviamo dopo quindici anni nel bel mezzo di questo progetto, e se ne innamora tanto da volerne far parte attivamente, partecipando ai recuperi, e trovando un’altra dimensione delle sue “amate lettere”.
  • Betterpress lab, oltre che un luogo dove sperimentare è anche un laboratorio in movimento dove “rivivere” la magia di un arte che si costruisce su macchine antiche. Da dove arrivano?
    Possediamo un tirabozze molto antico 30x40cm interamente in ghisa, un tiraprove Korrex (Norimberga 1970), un Saroglia Tipografico con pinza 70x100, una maniglia tipografica tipo Boston di fine ‘800, un torchio calcografico 70x100; due presse per la rilegatura tradizionale, una in ghisa, l'altra di legno e due taglierine industriali d'epoca. Inoltre bancali pieni di caratteri sia in legno che in piombo, e anche in plastica.
    Possiamo dire che questi macchinari e la maggior parte dei caratteri provengono geograficamente parlando da Lazio e dintorni, e da Roma stessa. Ognuno di loro ha una sua personalissima storia, strettamente legata al tipografo da cui l’abbiamo preso, e ai non facili recuperi che spesso sono state delle vere e proprie avventure.  
    Ma l’avventura più grande rimane quella dei rapporti umani: per esempio, la vecchia maniglia di fine ‘800, anche detta dai tipografi romani "la sfragna limoni", è stata smontata, pulita, rettificata e rimontata con l'aiuto dello stesso tipografo da cui l'abbiamo presa, l'unico, per esperienza personale, ad avere le competenze per farlo. E sebbene all’inizio non sia mai facile far comprendere la natura della nostra ricerca, il progetto che c’è dietro al recupero di questi oggetti che per un tipografo non hanno più alcuna utilità se non un incommensurabile valore affettivo per essere stati parte della sua vita o di quella dei suoi genitori/nonni, accade che parlando, chiedendo e raccontando nel nostro entusiasmo venga riconosciuta la possibilità che vogliamo offrire a questi macchinari e a questi caratteri di stampare ancora, di rivivere. Accade anche che alcuni tipografi ci regalino la loro esperienza e il loro sapere. Certamente un altro patrimonio prezioso che desideriamo non vada perduto.
 
  • Il pubblico come ha reagito all’apertura di questa iniziativa? Mi piace che riusciate a coinvolgere le persone attraverso anche vari workshop e progetti aperti al pubblico.
    Una bellissima reazione. Sin dall’inaugurazione. Sinceramente non ci aspettavamo una risposta così numerosa in quell’occasione, eppure molti ci hanno contattato per avere informazioni su workshop e corsi e ci hanno comunicato vivo interesse e animata curiosità. Abbiamo iniziato con tre giornate di presentazione, tre Open Studio, per mostrare le attività principali che avremmo attivato rispettivamente per il letterpress, la calcografia e la rilegatura tradizionale. Abbiamo già iniziato con i workshop di letterpress, e da maggio attiveremo gli altri. Abbiamo dei progetti anche con le scuole e con l’Accademia. È particolarmente emozionante anche per noi vedere persone provenienti da percorsi diversi “sporcarsi le mani” e appassionarsi a questa ricerca. E i bambini poi…incredibile!
  • Io vivo a Firenze e sono sempre alla ricerca di posti unici e luoghi innovativi. La vostra iniziativa mi sembra una passione che mira in qualche modo al “recupero” della bellezza del mestiere tipografico. E non solo: dalla calcografia, alla xilografia per arrivare alla rilegatura classica. Noto con piacere che siete super attive. A questo punto, tre buone ragioni per venire a Roma a trovarvi. Anche se mi avevate già convinta!
    Tre buone ragioni? Perché ci piace quello che facciamo ma ci piace ancor di più farlo insieme. Per questo chi passa di qui non ci lascia semplicemente una stampa, ma un’esperienza…come dire, ogni volta è come aggiungere nuovi caratteri ad un lungo alfabeto! Davvero te ne servono altre due???
 
Associazione Culturale Betterpress
via Eugenio Barsanti n.14 00146 Roma
tel 06. 83 08 24 95
betterpresslab@gmail.com
fb: Betterpress Lab
www.betterpresslab.it
  (sito in allestimento)
 
 
Writer /// Valentina Messina
Graphic Designer /// Francesco Onorati
Photographer /// Mel
 
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