Brunch | Alessandro La Ganga Vasta

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Brunch | Alessandro La Ganga Vasta

QUELLO CHE NON VORRESTE MAI ESSERE,
CHE NON AVRESTE MAI VOLUTO GUARDARE NE LEGGERE.
 
 
Ed io? Mi adeguo
 
Quando tutto sembra seguire il suo flusso,
sale l’adrenalina,
mi sublimo nella notte.
Cerco di adeguarmi in questa serata
luci e balli della notte stagnano
e si riflettono nelle pupille
impedendo di vedere cosa ci sia oltre.
Stacco la spina,
mi sciolgo e poi penso;
mi sciolgo ma penso,
forse fumo,
qualche convulsione per il freddo
e poi il vuoto.    
 

Dialoghi al bar    
A-Cioè capisci Giò ,
è come quando privi del cibo un cane randagio all’uscio della porta,
il giorno dopo tornerà ricordandosi il pasto precedente,
poi lo privi del cibo per un secondo giorno,
il terzo giorno tornerà.
Il quarto cercherà un'altra casa da cui sfamarsi.
Ecco, l’essere umano è un animale, perché ha dei bisogni animali quali: cibo, cagare, pisciare, sesso
ma noi siamo animali evoluti, esseri intelligenti, leggiamo dentro le cose,
ma a volte usiamo male questa intelligenza.
Creiamo sovrastrutture e stronzate che ci fanno rendere i rapporti sociali degradanti  
nella continua polemica,e ricerca di arroganza filtro dell’insicurezza,
insulse frasi e congetture costruite a modo per andar bene in qualsiasi circostanza,
basi di vendetta adibite a egoismo
tutto un sublimare la rabbia, e privare dell’ attenzione di uno sguardo
è solo un modo per stare male con se stessi, e lei fa cosi!
G-  lasciala.
A-  una purea di merda che non è scindibile dall’insieme comportamentale,
 che creano distanza fisica e mentale
G-  cristo ! lasciala!!.
A- soffre più il mittente che il destinatario che come il cane
 Non si piega alla sua legge,  stoico , cinico, e  a volte persuasivo nel tempo si dilegua.
G-  Alessà ho lasciato le sigarette in macchina!, lasciala o ti metti l’anima in pace.
A- Hei! L’anima in pace ce l’hanno i morti, io sono sempre incazzato, mi ricorda che sono vivo, prendi le sigarette ne voglio una!
G -  Ok ok non t’arrabbiare, ma io vado a puttane! , p u t t a n e, capito?
A - Cioè tu paghi le donne per trombare?
G- Si.
A- Mi fai schifo.
G- Anche tu.
A- Cioè le paghi per farle andare via.
G- Beh, oddio.
A- E beh, se le paghi il rapporto finisce lì ,non va oltre, non c’è modo di litigare, le paghi per farle andare via?
G- E per scopare.
A- eh..
G- sizza?
A- Massì và.
 

Apparecchia che arrivo

Mi sento vecchio
da un sacco di tempo,    
quindi sono vecchissimo.
Tu non giudicarmi così,
la mia gioventù sta nel piacere alle mie dipendenze
che tratto con delicato interesse
solo congetture?
E un rapporto alla pari
uno scambio che faccio da secoli,
forse son 6 anni o poco più.
adesso chinati vorrei scoparti.
mi dici che ti piaccio
sei venale amore?
Allora il mio membro sarà la tua pecunia
Armati se vuoi combattermi
Detestami ma non troverai amore in null’altro
Mi chiamami amore?
non riceverai  la stessa franchezza,
quest’amore
soppiantalo a uno sguardo
per quanto effimero
mi riempie di estro
mi tocca
nel suo senso di completezza
insaziabile
non ha bisogno di spiegarsi
e frena il tempo
adesso chinati vorrei scoparti.
approfittane di me
sono qui
cerchi spiegazioni?
come un pungolo teso
mi graffi dolcemente
non vuoi farmi male
quello son io,
vuoi  colmare i tuoi vuoti?
posso colmare solo uno dei tuoi vuoti.
Non posso biasimarti
Sei donna.
non cercare di capire
 ti manca qualcosa.
E se ti dicessi che ti tradissi
Mi condanneresti.
Al piacere, relativa importanza.
Ma quando l’adulazione
Trova la corruzione
Mi cullo su di un letto di
 endorfine
seguo i flussi caldi
 E il compromesso
Nella  sua forma più pura
sconosciuta
Non puoi capire,
a volte il corpo declassa la coscienza
L’istinto l’inibizione
La foga il pudore
È la risposta a un piacere primordiale.
Ma poi ti ritraggo e dimentico il resto.
Sono cagionevole lo sai.
E mi ammalo di me stesso
Mi ammalo di amore
Adesso chinati vorrei scoparti.
le parole si lasciano desiderare.
 
 
E adesso un pezzo che non centra nulla,
beccatevi sto video realizzato in Pixel Art
La pixel art, una tecnica per costruire immagini e video che segue le orme della corrente del puntinismo, dove non si utilizza un pennello, si utilizza il mouse e un programma di grafica raster. Questa tecnica trova sostenitori tra i nostalgici dei giochi anni ’80.
Buona visione, buon ascolto

 
Writer / Illustration /// Alessandro La Ganga Vasta
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