Oogie | L'apogeo del concept store

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Oogie | L'apogeo del concept store

 
Si sa, viviamo in una società che rincorre il mito della velocità, dell'immediatezza, del “hic et nunc”, qui e ora, tutto e subito. A partire dall'invenzione delle prime automobili, passando per lo sviluppo industriale, Marinetti e l'avvento di Ryanair & co, l'uomo di oggi si è abituato ad attraversare facilmente e in pochissimo tempo distanze che una volta non erano neanche immaginabili, avvicinandosi incredibilmente (seppur non se ne renda neanche conto) al concetto di teletrasporto. Il mescolamento e il contagio – di qualsiasi cosa – sono inevitabili, e dunque è normale che tali contagi avvengano anche nella vita quotidiana: mangiamo pasta a pranzo e sushi a cena, vestiamo poncho messicani sopra pantaloni indiani, ascoltiamo musica americana e compriamo mobili svedesi. Non solo: lungi ormai dal fare una sola cosa alla volta (provate a contare quante cose fate contemporaneamente quando siete di fronte al computer: io in questo momento ne sto facendo quattro), frequentiamo locali che sono degli ibridi anch'essi, locali dove fare più cose insieme (e qua mi ricollego di nuovo al discorso del tutto e subito). Esatto, sto parlando dei cosiddetti concept store, realtà che sta prendendo sempre più piede nelle grandi città di tutto il mondo, e delle quali abbiamo già parlato più di una volta su Creazina. Tuttavia, se di solito si incontrano posti che sono metà negozio e metà galleria d'arte, o metà caffetteria e metà lavanderia, o metà ristorante e metà salone di bellezza, è nella ridente città di Marsiglia che si può trovare l'apogeo del concept-store: si chiama Oogie, ed è, allo stesso tempo, ristorante, caffetteria, boutique, libreria, negozio di accessori, spazio per dj-set e – tenetevi forte – parrucchiere. Affacciato sul coloratissimo Cours Julien, luogo di ritrovo per tutti gli artisti, alternativi e fricchettoni della città (o per tutti quelli che si credono tali), Oogie attrae subito l'attenzione per l'eterogeneità delle scritte (sicuramente un menù non è propriamente la cosa che uno si aspetta di vedere sotto l'insegna “Coiffure”, parrucchiere). Entrando ci si ritrova in un negozio dove l'assortimento dei prodotti va dalle scarpe alle Lomo, dall'abbigliamento ai vinili, dagli occhiali da sole agli accessori per iPad. Pochi prodotti, ma scelti con cura ed esposti con sapienza. Proseguendo, si arriva alla saletta ristorazione: tante sedie colorate (che, nei giorni di sole, vengono anche disposte nella piazzetta fuori), due lunghi banconi e un muro bianco sul quale vengono proiettati dei video. E il parrucchiere? “Al piano di sopra, dice un barista intento a mescolare un cocktail, però oggi che è lunedì è chiuso.” La sera, invece, lo spazio si anima con le note elettroniche di giovani musicisti, pronti a far scatenare i clienti. Uno spazio, insomma, che, dal ciuffo impomatato all'euforia della danza, ha pensato un po' a tutte le esigenze del giovane d'oggi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Writer & Photographer /// Elena De Luca
Graphic Designer /// Nunziella Salluce
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